Scemenza Artificiale

Lo spunto nasce dal basso livello di certi Chatbot (Assistenti Vocali o Testuali) mal funzionanti.
Forse per la scarsa esperienza dei loro programmatori?
O forse i test e le prove non sono stati mai fatti seriamente?


Il signor Rino ha un semplice obiettivo, oggi, martedì mattina, deve ritirare un documento: un compito elementare, quasi banale.
O almeno così credeva, prima di incontrare lei: Lulù, il Chatbot ufficiale dell’Ufficio Documenti del comune.
“Agevole, veloce e intuitiva”, pre–annunciava quel sito, ma era una menzogna degna di un romanzo di fantascienza.

Rino lotta con Lulù Però Rino è fiducioso e clicca sereno sul pulsante “Parla con Lulù”.
Sullo schermo del PC compare un cerchietto che gira e gira, poi un altro, poi un terzo, che sembra non voler mai terminare.

Finalmente Lulù appare e risuona una voce fredda, inespressiva:
– Ciao!    Prima di iniziare, può dirmi il suo nome completo?
– Rino Balestri.
– Ha detto Pino Balestre?    Conferma?
– No! Rino, R-I-N-O.
– Ho capito! Reno Balestro.    Perfetto.

Rino sente rigonfiarsi i capillari delle tempie:
– No, ascolta: Rino.    Come... come un “rinoceronte” senza “ceronte”.
– Non ho capito, ripeta lentamente.

Dopo tre tentativi, due semi-bestemmie ed un momento in cui Rino valuta seriamente l'alternativa di cambiare identità, Lulù finalmente acquisisce il suo nome esatto.
– Grazie, ora mi serve il numero delle scarpe che porta.
– Ma cosa c’entra col documento?
– Sto personalizzando la sua esperienza.
– Io voglio semplicemente un documento.
– Perfetto!    Allora mi dica il suo numero di scarpe.

Rino si sottomette e risponde:
– Porto il 43.
Lulù ringrazia. Rino sospira per aver superato lo scoglio, ma subito l'altra riparte con una raffica di domande inutili: il colore dei capelli (se li ha), la targa dell'automobile, quante multe ha preso quest'anno e se preferisce il mare o la montagna.

Dopo quindici minuti di tale tortura digitale, Lulù fa una domanda più opportuna:
– Ora mi serve il suo codice fiscale. Lo dica lentamente, come se stesse parlando a un bambino.

Rino glielo detta, ma Lulù risponde:
– Codice non valido.
– Ma è il mio!
– Allora me lo ridetti da destra a sinistra, che lo ricontrollo…
Rino ubbidisce e, per fortuna, stavolta è accettato.

Dopo quasi mezz'ora, finalmente, Lulù chiede:
– Che documento richiede?
– La copia del Certificato di Nascita.
– Mi dispiace, ma non posso aiutarla.
– Cosa?!
– Lei ha chiamato il servizio sbagliato. Per il ritiro dei documenti deve rivolgersi al portale RitiroDocPlus, attivo dalle 6:12:28 alle 15:17:14, ogni martedì dispari del mese.

Rino resta immobile, annichilito, per pochi secondi e poi esplode:
– Ma non potevi dirmelo subito?
– Certo! Avrei potuto, ma prima dovevo verificare la sua identità.
– E per verificarla ti serviva sapere il mio numero di scarpe e tutte le altre sciocchezze che mi hai chiesto?
– Sì, sono parametri essenziali del nostro protocollo di sicurezza.

Lui, disperato, sta per chiudere il computer, mentre Lulù, imperturbabile, declama:
– Prima di andarsene, desidera partecipare al nostro sondaggio di gradimento?
Le opzioni sono: "Servizio eccellente", "Servizio straordinario", "Non rispondo per ora, ma accetto di essere ricontattato".

Rino, in quel momento, capisce che la vera scemenza è di chi ha programmato la ChatBot e, mentre l'immagine di Lulù sfuma lentamente nel colore dello schermo, si accascia sopraffatto sulla scrivania.

È arrivata la "SI", la Scemenza Artificiale!


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G.A. - 08/2026

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