L'Edicola

Oggi desideravo acquistare le mie solite “Parole Crociate”, ma non sono riuscito a trovare un’edicola aperta.
Dovrò andare per forza al supermercato.
Mi sono sfogato scrivendo questo testo.


Quando ero ragazzino mi piaceva molto fermarmi presso le edicole e scorrere le locandine colorate appese con le mollette alle pareti e tutt'intorno alla tettoia. L'edicola di un tempo
Non c'era allora la TV; i titoloni dei giornali e le copertine vivaci delle riviste erano una grossa attrazione.
Mentre il papà, alla domenica, dopo la messa, si fermava all'edicola di viale Abruzzi per comperare il Corriere della Sera, la Domenica del Corriere e la Tribuna Illustrata, io curiosavo su tutto ciò che stava messo in mostra dentro e fuori dalle vetrine.

La mamma spesso affermava che gestire un'edicola era una professione sicura, che possederne la licenza significava una sicurezza economica garantita anche per i figli ed il loro futuro.
Ma non è stato così.
Con l'avvento della TV, coi quotidiani gratuiti distribuiti alla fermate della MM e dei mezzi pubblici, dapprima e, poi, col proliferare dei notiziari e dei social-media sugli smartphone, la gente ha ridotto progressivamente e sempre più l'acquisto di quotidiani e riviste cartacee.

Da quando, circa vent'anni fa, sono venuto ad abitare nel quartiere dove sto oggi a Milano, sono state chiuse ben cinque o sei edicole qui attorno: MM Zara, piazza Fidia, piazzale Segrino, piazza Minniti, piazzale Lagosta, più qualche negozio-edicola in via Farini.

La gente non compra più i giornali.
Anche nella sala d’attesa dei medici o dai parrucchieri trovi meno riviste da sfogliare.
Davvero: oggi si legge di meno e pure l'editoria dei libri è in crisi.

Oggi si legge poco: oggi si ascolta e si guarda.
Oops! ...   Scusate, sto sbagliando: oggi si ascolticchia e si dà una scorsa a questo o quel video.
Ad esempio, sui social molti mettono “il like” per abitudine, senza, magari, essere andati oltre ad un paio di righe o alla prima immagine.
Come mai?
Forse perché la “roba è troppa”, troppe le notizie, troppe le info su cose più o meno utili?
Siamo bombardati da informazioni e disinformazioni e non ci capiamo più nulla?
Oppure, siamo stufi e reagiamo per abitudine?

Era meglio una volta, veramente!

L'edicola non era soltanto un luogo dove comprare i giornali: era un posto dove le notizie arrivano non a flusso continuo e isterico, ma in pacchi legati con lo spago, programmati col ritmo del giorno: mattino, pomerriggio, sera. La pioggia di notizie
Un tempo, le notizie arrivavano con un ritmo, un’attesa, un senso.
Oggi invece l’informazione ci arriva sullo smartphone senza mediazioni, senza pause, senza nemmeno la possibilità di sceglierla: ci arriva addosso, ci avvolge, ci trascina.
È una pioggia acida che cade di continuo, senza tregua, senza cielo.   Non ci bagna: ci consuma.

Che bello, invece, il gesto lento di scegliere un giornale, aprirlo, sentirne l’odore d’inchiostro, dedicargli un tempo preciso.
Ma oggi il tempo non lo dedichiamo, lo consumiamo.
Allora, le edicole chiudono non solo perché non vendono più, ma perché non c’è più l’abitudine di fermarsi, di sostare, di guardare, di scegliere.

E forse, in fondo, chiudono perché abbiamo smesso di volerci informare davvero, preferendo essere informati casualmente da ciò che scorre sullo schermo del telefonino.
Abbiamo smesso di cercare storie, di volerle capire, di volerle acquisire e tenere in mano.
Ci basta sfiorare uno schermo, così come si sfiora una cosa che non si vuole toccare veramente.

Le edicole erano piccoli accessi per entrare nel mondo, ma oggi il mondo ci arriva direttamente in tasca.
Ora le notizie sono gratis e, come tutto ciò che è gratis, non valgono più nulla.
Ci siamo abituati a scorrerle, a "scrollarle", a saltarle, a dimenticarle.

Le edicole muoiono come muoiono i vecchi alberi: in piedi, in silenzio, senza che nessuno si accorga del vuoto che lasciano.
E noi continuiamo a camminare, convinti che il paesaggio sia lo stesso, senza capire che il mondo si è fatto più povero e che, forse, lo siamo diventati anche noi.



Edicola chiusa

...BOZZA...

G.A. - 07/2026

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