Start-Up

Dall'alveare tradizionale all'impresa Start-Up.


Le Api, dopo secoli di onorato servizio, si sono accorte che le loro produzioni di miele e di cera hanno sempre meno mercato, non sono più così importanti come una volta.

Il quadro è desolante. Le api nell'alveare
La cera è oramai un prodotto vintage.
Il miele, nonostante tutti ne parlino bene, viene venduto solo a pochi bohémien benestanti (gli hipster), che lo spalmano sul pane di segale.
Quanto alla Pappa Reale, la gente sa che fa molto bene, ma per moda finisce per preferire qualche miscuglio vitaminico-integratore, di cattivo sapore ma che promette miracoli.

Di conseguenza gli apicoltori, si dedicano di meno alla cura delle arnie; preferiscono impegnarsi a fare agriturismo e video motivazionali sui Social.

L’Ape Regina, preoccupata come un Amministratore Delegato (il CEO) alla vigilia del bilancio, convoca un’assemblea straordinaria. Fa vibrare forte le sue ali per chiedere “silenzio in sala!” e annuncia:
– Dobbiamo inventare qualcosa di nuovo, dobbiamo riuscire a stare al passo con i tempi, coi gusti dell'uomo che cambiano più velocemente di quanto noi voliamo da un fiore all'altro.

La stessa apprensione è diffusa tra le Api Operaie, che lo confermano in coro con un ronzio da riunione condominiale.
L'Ape Regina apre allora la discussione ai pareri e ai suggerimenti dell'assemblea:
– Figliole mie, sentiamo le vostre idee.

L’offerta viene subito accolta.
La prima a parlare e l'Ape Bzz22, rientrata da poco e ancora tutta impollinata:
– Poiché è di moda il “chilometro zero” trasferiamoci noi tutte in città a fare il miele lì sul posto.
Potremo andare a ronzare sui balconi, voleremo tra i gerani e il basilico dei condomini.
Sarà davvero meglio, perché eviteremo i voli chilometrici nelle campagne: zero fatica, zero pesticidi e zero pericoli.

Pare davvero un'eccellente idea e l’assemblea esplode in un ronzio entusiasta.
Il progetto sembra già volgere verso l'approvazione generale, quando l’Ape Bzz123, ape anziana e saggia, agitando forte, forte le sue antenne, chiede la parola:
– Il chilometro zero è importante sì, ma non è sufficiente. Perché il problema non è dove noi produciamo i nostri prodotti, ma come noi li presentiamo, come noi ne facciamo il marketing. Infatti, al giorno d’oggi, gli umani non mangiano soltanto con la bocca, ma, prima di tutto, mangiano con gli occhi sulla TV e sullo smartphone!

L’Ape Regina resta interessata:
– Spiegati meglio. Cosa dovremmo fare, mia saggia ronzatrice?
– Noi dobbiamo puntare sulla CX (la Customer eXperience), – chiarisce allora Bzz123, – cioè smettiamola di commerciare il nostro miele in barattoli generici. Dobbiamo creare invece il miele personalizzato. Coi nostri sensi possiamo selezionare i fiori dei campi e dei giardini e creare il blend adatto per ogni cliente.
Vuoi il miele al gusto del tuo roseto? Noi te lo facciamo!
Vuoi un miele al gusto anti-stress, perché fai un lavoro snervante? Voleremo per te solo sulle lavande e i tigli più profumati.
Offriremo qualsiasi sapore desiderato: gusto “violetta zen”, gusto “bosco nordico”, gusto “voglio sembrare ricco anche se non lo sono”.
Lo faremo bio-garantito al 100%, dato che gli umani adorano pagare di più per sentirsi ecologici.

È a questo punto che l'ape Bzz998, ingegnere, famosa per aver progettato arnie con celle pentagonali, alza una sua zampetta e propone: Le api in assemblea
– Ma io, Maestà, ho un’idea più radicale.
Se i nostri prodotti hanno poco mercato e se quello di punta, la Pappa Reale, non regge il confronto con gli integratori, allora noi dobbiamo dedicarci a qualcosa d'altro.
Sia se restiamo qui, sia se ci trasferiamo in città, noi dobbiamo cambiare il settore di affari.
Ci sono tante opportunità, ad esempio io propongo di fondare la "Ape-Tech".

Un silenzio sorpreso cala sull'alveare e la giovane Bzz998 spiega:
– Invece di produrre solo prodotti, con la nostra Ape-Tech noi potremmo vendere anche servizi.
Ad esempio, avete presente quanto sono impacciati gli umani più anziani ad usare il loro navigatore?
Noi, con la nostra capacità di orientamento e di non smarrire mai la strada di ritorno, potremmo offrire loro l'accompagnamento assistito per i loro percorsi in città e dintorni.

È un'idea davvero innovativa che apre la fantasia e scatena subito una cascata di proposte di servizi originali.
Ad esempio, c’è chi suggerisce di diventare "Api influencer", pubblicando sui Social i video del loro lavoro.
C'è poi chi suggerisce di trasformare l’alveare in una "Beauty Spa" per trattamenti di Propoli Aroma-terapia o per sedute di Ronzio Meditativo certificato ISO 9001.
E via così con idee altrettanto geniali e innovative.

Alla sera l’Ape Regina prova a tirare le somme di tutte le discussioni. Si schiarisce la gola (o meglio, fa vibrare le ali con un tono solenne) e prende la parola:
– Care mie figliole, oggi abbiamo capito che non siamo più soltanto produttrici di miele, ma anche possibili fornitrici di benessere.

L'assemblea ammutolisce, attendendo il verdetto.
– Ecco la mia decisione, – riprende la Regina. – non sceglieremo una sola strada, ma le intrecceremo come le pareti delle nostre celle.
Per quanto riguarda il miele a “chilometro zero”, una nostra squadra si trasferirà effettivamente sui tetti delle città, ma non solo per produrre miele "metropolitano", ma per diventare anche le sentinelle dell'aria. Infatti, il nostro stato di salute sarà un sensore preciso sull'inquinamento urbano e venderemo i dati agli enti di ricerca.
– Bene, bene! – acclama l'assemblea.

L'Ape Regina riprende:
– Accolgo la proposta del miele personalizzato col fiore scelto dal cliente e noi produrremo per lui un miele unico, con tanto di QR-code con cui visualizzare a video i voli effettuati per raccoglierlo.

Nuovo applauso.
– Quanto alla Pappa Reale, – spiega la Regina sorridendo, – diventerà il cuore della nostra "Beauty Spa".
Ma non la venderemo come un semplice sciroppo, bensì come esperienza sensoriale. Gli umani potranno venire vicino alle arnie per praticare l'Ape-humming, la meditazione guidata dal nostro ronzio, respirando l'aria purificata dalla propoli.

L’alveare esplode di entusiasmo.
È calata ormai la sera, la luna già sorge, ma nessuno vuole andare a dormire.
C'è la nuova impresa Start-Up da organizzare.
C'è un sito web da lanciare, dove raccontarsi in un modo moderno.
Ci sono milioni di fiori da trasformare in prodotti di alto livello, personalizzati sul benessere dei clienti.
Una Start-Up di prodotti "premium experience", come oggi si dice.



Api al lavoro

G.A. - 06/2026

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