Se tu incontrassi te stesso con dieci anni di meno, che cosa gli diresti?
Vediamo qualche situazione, con varie età.
Sono tre esempi, ma ognuno pensi al proprio caso.
Primo incontro: i sogni e le ansie
Il protagonista, Leo, ha 30 anni.
– Ciao Leo20, ti riconosco, tu sei il “me” di dieci anni fa. Non so per quale combinazione o stranezza sia possibile essere qui tutti e due in questo momento, ma ne voglio approfittare prima che si rompa la magia e tu scompaia.
Dimmi subito: come stai, come ti senti tu a soli 20 anni?
Io ho un ricordo un po’ confuso di quel periodo.
– Caro Leo30, mio successore e prosecutore, la verità è che mi sento come se fossi sulle montagne russe e disorentato. Perché ho un'energia che mi brucia dentro e vorrei spaccare il mondo, ma sono anche paralizzato dalla paura.
Ho il terrore di sbagliare le scelte, di deludere i miei genitori, di non trovare lo studio e il lavoro adatti.
Mi sento in ritardo su tutto.
Dimmi, ti prego: ce la faremo? Riusciremo a diventare qualcuno?
– Leo20, guardami e fai un bel respiro.
La prima cosa che devo dirti è: smettila di correre.
Se un esame ti sta togliendo il sonno, tra dieci anni non ti ricorderai nemmeno di averlo fatto.
Se stai soffrendo per una ragazza, tra poco sarà un bel ricordo, perché incontrerai l'amore vero. Smettila di cercarlo con tanta disperazione.
Non diventeremo miliardari né astronauti, te lo dico subito, però troveremo la nostra giusta strada.
Il mio consiglio? È: non temere di sbagliare.
A 20 anni si ha il permesso di fallire e ricominciare, a 30 la società ti chiede già il conto.
Perciò goditi questa occasione, perché è l'ultima volta che sarai meravigliosamente libero da responsabilità.
Secondo incontro: la corsa e il traguardo
Dick ha 50 anni e incontra per strada se stesso, ma con dieci anni di meno, cioè quando aveva 40 anni.
Dick40 ha un'aria stanca, ha in mano lo smartphone e cammina veloce.
– Ciao Dick40, come mai sei qua?
– Ciao Dick50, scusa ma vado di fretta. Sono qua perché devo passare in banca, poi ho quella riunione infinita per la ristrutturazione del mio reparto e devo ricordarmi di chiamare l'idraulico.
Sono schiacciato tra mille cose da fare, amico mio: il mutuo mi toglie il respiro, al lavoro mi chiedono l'impossibile, i ragazzini stanno crescendo e costano e io mi sento su un tapis-roulant che va troppo veloce.
Dimmi che a 50 anni finalmente si vince la corsa e ci si può riposare.
– Dick40, fermati un istante e metti via quel telefono.
La corsa non si vince mai, sai perché? Perché non c'è nessun traguardo.
Quella promozione per cui ti stai distruggendo la salute? La otterrai, sì, ma scoprirai che porterà solo altre riunioni e ancora meno tempo libero.
Ascoltami bene: stasera non fare gli straordinari ed invece vai a casa e gioca con i tuoi figli.
Adesso hanno l'età in cui ti cercano ancora, in cui sei il loro eroe, ma tra dieci anni avranno la loro vita, le loro chiavi di casa e sabato sera il divano sarà desolatamente vuoto.
– Caro Dick50, vorrei riuscire a fare come tu dici... vorrei.
– E poi un'altra cosa, molto pragmatica: smettila di mangiare schifezze alla scrivania e vai a fare stretching.
La nostra schiena sta per presentarci un conto salatissimo e nessun conto in banca potrà comprarti una colonna vertebrale nuova.
Rallenta, Dick40: non ti sta inseguendo nessuno!
Terzo incontro: il tramonto e la pace
Gio70 incontra Gio60 su una panchina di un parco, in una mattina di sole.
– Ciao, giovanotto. Posso sedermi vicino a te?
– Ciao Gio70. Certo che puoi, anzi, guardarti mi rassicura un po', perché mi sento sull'orlo di un precipizio ora che mi mancano pochi mesi alla pensione.
Tutti mi dicono "beato te", ma io sono terrorizzato. Ho lavorato per quarant'anni, perciò io sono il mio lavoro.
Chi diavolo sarò il giorno in cui non avrò più la sveglia alle sette e l'ufficio dove andare?
Mi sento inutile, vecchio, come un arnese da riporre in cantina.
– Ah, l'ansia del traguardo... ti capisco bene, la ricordo perfettamente, infatti passiamo la vita a desiderare il tempo libero e, quando ce lo danno, ne siamo spaventati a morte.
Ma voglio darti una splendida notizia: la pensione non è la sala d'attesa della fine, è l'inizio della libertà vera, perchè scoprirai che tu non sei il tuo lavoro, tu sei molto di più.
– E chi sarò io?
– Sarai l'uomo che finalmente ha il tempo di leggere i libri che desidera, di passeggiare senza guardare l'orologio, di ascoltare la musica ad occhi chiusi.
– Bello allora, se sarà come tu dici ...
– E ti do ancora qualche altro consiglio.
Goditi l'incredibile privilegio di essere un nonno: potrai dare amore senza il peso dell'educazione che avevamo da padri.
Smettila di serbare rancore per vecchie questioni: alza il telefono e perdona.
Smettila di arrabbiarti per la politica che ascolti nei telegiornali, non cambia nulla se ti avveleni il fegato.
A 70 anni il tempo rallenta, si fa denso e dolce.
Vivi leggero, Gio60.
Il precipizio che vedi in realtà sarà solo il balcone da cui ammirare un bellissimo panorama.

...BOZZA...
G.A. - 05/2026
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