La Scelta

Ho invertito i tempi: ho fatto prima il disegno e poi l’ho illustrato col racconto.


È stata abbastanza faticosa la camminata fino alla cima della collina.
Finalmente Leo c’è arrivato; ecco alcuni abeti con l’ombra invitante: è il posto giusto dove riposarsi un poco. Sotto ai rami dell'abete

Cosa c’è di più bello di riprendere le forze ammirando scorci di cielo azzurro incorniciati tra i rami?
Che pace, che serenità!

– Eh, no! È già finita? – si chiede Leo, perché una piccola pigna gli cade proprio sul capo.

Ma è leggera, non gli ha fatto male e Leo commenta:
– Caspita, non sono mica Newton … e questa non è una mela!
Con un gesto istintivo rilancia la pigna tra i rami, da dove era caduta.

Ma che succede? Una strana vocina da lassù gli parla:
– Scusami Leo, m’è scivolata. Non volevo disturbarti, ma ormai l’ho fatto.
– Non capisco, non ti vedo. Chi sei tu? – domanda lui stupefatto.
– Io sono lo Spirito dell’albero, sotto a cui stai riposando.

Leo si strofina il viso con le mani, si batte il petto e si tocca dappertutto per risvegliarsi: non può che essere un sogno, un’allucinazione di stanchezza dopo la lunga camminata.

Ma nulla cambia, infatti la vocina dell’albero riprende subito a dirgli:
– Io sono vecchio, molto sapiente e so leggere nel cuore degli uomini.
Vedo che tu sei pieno di dubbi, ma io posso darti i miei utili consigli, se avrai la pazienza di ascoltarmi e l’umiltà di accettarli.
– Sto uscendo di senno? – s’interroga Leo.
– Su, ascoltami, desidero aiutarti, – insiste l’albero.

Leo se ne resta immobile con la schiena premuta contro la corteccia dell'albero, che ora non è più soltanto un sostegno, ma una presenza concreta, come il profumo intenso della sua resina.
– E va bene – sussurra infine, concedendosi a quella nuova, strana realtà, – se sei così sapiente come prometti, dimmi: cosa vedi nel mio cuore?

L'abete si scuote con un forte, lungo fruscio, come se il vento stesse soffiando soltanto tra le sue fronde e non sugli alberi vicini, quindi dichiara:
– Nel tuo cuore vedo due sentieri, che si intrecciano come se fossero le mie radici quando cercano spazio per crescere.
Il primo sentiero è dritto, ben battuto, illuminato da un sole che non scalda, ma che dà sicurezza.
L’altro, invece, si addentra nella parte più umida del sottobosco, aleggia di incertezza, ma profuma di buona terra vergine.
Tu, Leo, quale preferisci?

È esattamente questo il tormento di Leo, l'albero lo ha davvero capito: l'incertezza della scelta tra un lavoro sicuro ma che lo soffoca ed il rischio di cose nuove verso cui un'interna, forte passione lo richiama.
– Tu te ne resti qui tranquillo, qualunque cosa accada, io, invece, devo scegliere dove muovere i miei passi, – si giustifica Leo.
– Ma tu dimentichi che anche noi alberi, per crescere, dobbiamo spingere i nostri rami nell'ignoto, dove non sappiamo se ci sarà luce!
Non pensare che la vita delle piante sia facile, – la voce dello Spirito dell'albero si fa più grave, – ogni inverno, per non spezzarci sotto il peso della neve, dobbiamo scegliere di lasciar cadere e spogliarci di qualche ramo, tra quelli più esposti.
È una dura lezione perdere una parte di se stessi per sopravvivere.
Tu che cosa sei disposto a lasciar cadere di te stesso? Puoi rinunciare a qualche tuo ramo, a qualche tua certezza attuale?

Leo sente di essere, pure lui, quasi come un albero che deve affrontare l’inverno:
– Non saprei ... – ammette in un soffio.

A pochi centimetri dai suoi piedi giace la pigna rilanciata in alto poco prima, ma riportata giù nella successiva caduta.
Lo Spirito gliela indica:
– Leo, guarda la mia pigna. Contiene una foresta intera, ma per diventare un albero deve accettare di finire sotto la terra, nel buio, rompersi e disfarsi.
La tua scelta non è tra due strade, ma tra restare un seme protetto o diventare qualcosa di più grande, accettando il rischio di perdere ciò che sei oggi.

Che saggezza in quel vecchio albero!
Ora Leo ha capito i suoi consigli; raccoglie e si mette in tasca quella piccola pigna.
Non è più un frutto, un pezzetto di legno, ma è il simbolo della sua possibile, piena vita futura.
– Grazie, vecchio Spirito – gli dice, picchiettando la sua corteccia.

Leo si rialza ed inizia la discesa verso valle: i dubbi non sono spariti, ma il timore di affrontarli, sì.

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G.A. - 05/2026

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