Dipendenza

Dipendenza è il contrario di libertà.
Però un po' di dipendenza da ciò che ci sta intorno è imprescindibile, altrimenti ciascuno potrebbe vivere tranquillamente da solo, nel nulla e di per sé, e non saremmo gli animali sociali che siamo.
Ci sono dipendenze buone e meno buone.


Dipendenza Quanto alle non buone, di recente si è tenuta la Conferenza Nazionale sulle Dipendenze, tema che è stato oggetto di considerazioni anche da parte del Presidente della Repubblica e del Pontefice, perché i giovani e gli adolescenti sono particolarmente esposti all'abuso dei cellulari, degli strumenti elettronici, al gioco e all'assunzione di sostanze nocive.

Alcune di queste cose potrebbero essere magari buone, valide, quando assimilate in dose giusta, ma risultano, invece, molto dannose se se ne esagera.
Ed abusarne è facile, dato il loro intimo effetto attrattivo.
Infatti, possono avere un'influsso chimico o psichico sul nostro organismo che porta facilmente a dipendenza. Sono perciò da evitare, contrastare.

Parlando in generale di “dipendenza”, c'è anche chi cerca di crearcela ad arte, in tutti noi.
Ad esempio, c'è la pubblicità che mira ad attrarci coi suoi slogan ripetitivi, insistenti su questo o quel prodotto o bene di consumo.
Il suo ripetere quotidiano, insistente, ha appunto lo scopo di attrarci e condizionarci nelle scelte, per farle dipendere da ciò che lei ci declama.
Fa male, fa bene?    Sì o no?    Dipende dalla dose, dall'insistenza.
Magari, in qualche caso si potrebbe moderare, ma è un mio pensiero.

– Dimmi pure cosa ti disturba, in particolare?
– Io mitigherei la RAI, che mira a crearci una dipendenza sempre più forte da Sanremo e dal mondo effimero dei personaggi che vi gravitano intorno. Ed i canali TV concorrenti lo fanno per imitazione.
– Ma che vuoi che sia!    Che male c'è?    Ci distraggono, ci rallegrano con queste notiziole...
– Non ti accorgi degli effetti negativi?
– Ma che dici?
– A parte il fastidio di dover ascoltare vita, morte e miracoli dell'ultimo canticchiatore e del suo strampalato ultimo CD, c'è l'effetto occulto, pericoloso di far credere ai giovani che basti fare una cantatina per farsi la propria giusta strada nella vita!
Così, eccoli che si precipitano al suo prossimo concerto come i topi inebetiti dal pifferaio di Hamelin.
Ma, purtroppo, la realtà è ben più dura!    Bisogna studiare, imparare un mestiere e fare magari uno o più tirocini faticosi.
Bisogna impegnarsi con la testa e con i muscoli ... e non con una gracchiata stonata!

– Ma la musica fa parte di questo mondo, non puoi trascurarla: è giusto che le TV ne parlino.
– Sono d’accordo, ma ci sono programmi e trasmissioni apposite, di musica, di relax, d'intrattenimento. Che scopo c'è nel volerne parlare, inesorabilmente, in ogni telegiornale?
Cosa c'è d'importante nel parlare di Sanremo già d'estate, quando mancano oltre sei mesi a un evento che avverrà a febbraio?
– C'è chi se ne interessa...
– Se c'è, c'è perché con lui la RAI ha raggiunto il suo obiettivo e lo ha fatto diventare “dipendente”, lo ha drogato coi suoi insistenti, assillanti messaggi.
Chi è dipendente quasi sempre non se ne rende conto.

– Sei proprio un brontolone!
– Quando diventerò anch'io dipendente, non mi lamenterò più della RAI e della sua TV.

Protesta

G.A. - 11/2025

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