Solstizio d'Estate

Cari bambini, vi siete accorti che nelle belle stagioni le giornate sono più lunghe che nei periodi dell’inverno?
Certamente sì, perché svegliandovi al mattino trovate il sole già in cielo e alla sera dopo cena lo vedete ancora lì e, quando state andando a letto, magari sta ancora mandando qualche raggio.

Bene, c’è una data nell’anno in cui il giorno è il più lungo possibile e, in corrispondenza, la notte è la più breve: si chiama “solstizio d’estate”. Ovviamente c’è anche la data in cui succede tutto il contrario, perché lì la notte si prende tutto il tempo che può: è il “solstizio d’inverno”, ma di questo ne parleremo un’altra volta.
Adesso nella favola vi parlo del “solstizio d’estate” che avviene circa a metà giugno, quando noi al nord d'Italia possiamo vedere il sole per quasi 16 ore.


C’era una volta un mercante di nome Mirko. Lui viaggiava parecchio, dovendo andare da un paese all’altro per acquistare e rivendere la sua merce.
A quei tempi non c’erano né le automobili né i treni. Lui si spostava guidando il carro dove teneva gli oggetti che commerciava.

Il temporale
Per sentire il tuono clicca QUI

Una sera Mirko fu sorpreso lungo la strada da un fortissimo temporale. Fortunatamente trovò una casa di campagna, dove chiese ospitalità per la notte.
Là vivevano papà, mamma e i loro cinque figli.
Lo fecero cenare con loro e gli mostrarono il fienile dove ricoverare il carro e riposare per la notte.
Lo avevano accolto assai generosamente e ospitato senza chiedere nulla in cambio. Mirko si sentiva in dovere di ricambiare la loro cortesia, ma poiché il proprietario rifiutava sia il denaro che qualsiasi dono, pensò di sdebitarsi intrattenendoli dopo cena con un bel racconto della sua vita movimentata.

Chi fa il mestiere di venditore deve essere un chiacchierone, capace di attirare la curiosità e l’attenzione degli altri. E, in effetti, Mirko era davvero così. Lui sapeva usare toni di voce diversi, fare le pause giuste per rendere il racconto più interessante e accrescere l’attenzione dei suoi ascoltatori.
A quei tempi non c’erano né il cinema né la TV, perciò sentire raccontare da un protagonista qualche sua avventura era una vera cuccagna!
Mirko si sedette accanto al fuoco, attese che adulti e ragazzi si accomodassero attorno a lui, quindi prese a narrare.

Ho incominciato questo mestiere che ero ancora giovane. Già da qualche anno mi capitava di andare ad esporre la mia merce alla sagra di Valbella. Era una festa importante per i suoi abitanti e per me una buona occasione per fare discreti affari.
Il mercato si teneva nella piazza principale. Tra noi commercianti, abituati ad incontrarci in questo o quel posto, capita col tempo di fare amicizia, anche se poi nella vendita ci facciamo concorrenza.

Là ritrovai appunto Valdo, uno di questi amici commercianti. Era ancora mattina presto, avevamo allestito i nostri banchi, uno accanto all’altro e stavamo aspettando che gli abitanti si presentassero numerosi al mercato. E allora avvenne un fatto sfortunato per me.
Ecco arrivare un uomo tutto agitato, accompagnato da due carabinieri col pennacchio sul cappello.
Lui mi indicava alle guardie gridando:
– E’ lui, è lui, ecco il ladro! –

I carabinieri allora mi afferrarono e mi ammanettarono. Io, confuso, cercavo di capire perché lo stessero facendo:
– Perché mi arrestate? Non ho fatto nulla! –
Ma quell’uomo agitato continuava ad indicarmi:
– E’ lui il ladro! Mi è passato accanto e mi ha rubato la borsa! – insisteva gridando.
– Ma com’è possibile? Io son sempre rimasto qui! Son qui da questa mattina e non mi son mosso! –
E guardando il mio amico Valdo:
– Diglielo anche tu, che siamo qui vicino ai nostri banchi già da due ore! –

Ma Valdo invece di confermarlo, rimase inaspettatamente zitto e muto. Non so perché non abbia voluto difendermi. Fatto sta che le guardie mi arrestarono e mi portarono in prigione.
Per fortuna, dopo qualche giorno fu ritrovato il vero ladro. Teneva ancora con sé la borsa che aveva rubato. Così fui rimesso in libertà.

Ovviamente, come potete ben immaginare, con Valdo ero arrabbiatissimo. Alla prima occasione in cui ci rivedemmo gliene dissi parecchie e lui non ebbe il coraggio di dirmi neppure una parola.
Per molto tempo non riuscii a comprendere come mai si fosse comportato in maniera così meschina.
Forse c’era un po’ di invidia, perché i miei affari andavano meglio dei suoi, però l’amico che conoscevo non poteva essere stato così gretto, perciò col passare del tempo pensai che fosse stato colto anche lui di sorpresa e il mio rancore si era assopito. Lo avrei anche perdonato se lui avesse avuto l’umiltà di spiegarsi e scusarsi, ma lui non lo aveva mai fatto.
Mi è capitato di pensare che forse desiderava farlo, ma che qualche timore glielo impedisse.
Conclusione: da allora non ci eravamo più parlati o salutati. Finché però …

Avvenne il fatto nuovo.
Lo sapete anche voi, vero, che il solstizio d’estate è una data magica?
Infatti si dice che in tale data, ovvero nella notte più corta dell’anno, possano succedere cose strane, straordinarie o addirittura magiche.
Il Sole sposa la Luna Si racconta che il Sole allunghi la sua durata per potersi sposare con la Luna e che, per far festa, l’umidità e la nebbiolina della notte, depositate sui prati e sulle piante, diventino una rugiada magica, dotata di particolari virtù. Chi la tocca o ne viene toccato acquista per qualche tempo forza e poteri nuovi.
Ad esempio, c’è qualcuno che dice di aver udito gli animali parlare; altri li han visti ballare in girotondo o fare varie stranezze.
Ma io sono stato il diretto testimone di una cosa molto più sorprendente e importante! Infatti, ho scoperto che in quella data si aprono tutte le porte dei cuori e non esiste più nessun segreto! Vi sembrerà incredibile: i segreti non possono restare nascosti e si possono ascoltare!

Era appunto quella notte, o meglio, quel mattino. Per caso io e Valdo stavamo percorrendo lo stesso sentiero per arrivare in tempo al mercato di buon ora, al prossimo paese. Ovviamente senza parlarci: lui davanti col suo carro e io col mio, dietro a breve distanza. Ad un certo punto, dove la strada scendeva in una piccola valle, ci trovammo avvolti in una nebbiolina leggera.
Io non stavo pensando né alla data particolare di quel giorno, né alla magia che vi ho appena detto. Non la conoscevo ancora.
Fatto è che, camminando sulla stessa strada dietro a Valdo pur se a distanza, mi era tornato ovviamente il brutto ricordo della nostra esperienza. Mi ripetevo in cuor mio la solita domanda:
– Perché Valdo è stato così meschino? –
E fu allora che sentii come un sussurro all’orecchio:
– Vorrei chiederti perdono, Mirko, ma non ne ho il coraggio. Non so come tu lo accetteresti. Ti ho fatto veramente del male … non me lo so spiegare neppure io. Ti chiedo perdono! –

Al momento pensai che fosse la voce della mia mente, ma non poteva essere così, perché il mio pensiero era il medesimo di prima: non era cambiato, cioè:
– Valdo, ti sei comportato in modo spregevole! –
Ma il sussurro continuava accorato e sembrava la risposta precisa al mio pensiero:
– Hai ragione, Mirko, sono stato davvero vile … ma ti assicuro … non era mia intenzione di comportarmi così bassamente, con te mio amico! Non so capire che cosa mi sia successo in quel momento. Ti prego Mirko, cerca di perdonarmi! –
– Io ti perdonerei, Valdo, ma me lo devi chiedere di persona … – fu il mio pensiero in risposta.

L'abbraccio In quel momento il carro di Valdo si fermò e io bloccai il mio. Lo vidi scendere e avvicinarsi lentamente e, giunto accanto a me, tendermi la mano per aiutarmi a smontare.
Appena misi i piedi a terra Valdo mi abbracciò supplicando:
– Scusami, Mirko, scusami … non so perché l’ho fatto! Ti chiedo di perdonarmi! –
E io, commosso come lui, forse di più, non potei che rispondergli:
– Certo, Valdo, sei scusato, sei perdonato … siamo di nuovo amici come una volta! –

E da allora è avvenuto veramente così.

La mia storia è finita.
Penso che abbiate capito che se non ci fosse stato l’incantesimo del solstizio d’estate, io e Valdo avremmo continuato nel nostro contrasto. Ma la magica nebbiolina di quel mattino aveva messo in comunicazione i nostri cuori. Si erano potuti guardare dentro l’un l’altro senza barriere e così avevano compreso che non c’era tra noi nessuna cattiveria o rancore.

Sarebbe stupendo poter non avere segreti in qualunque giorno dell’anno!
Credo che sia naturale nell'animo umano sia il bisogno di essere perdonati, che il bisogno di perdonare! Belli entrambi! Non so quale di più.
Potete pensarci prima di addormentarvi. E con questo vi ringrazio e vi auguro: buona notte!





G.A.

Ritorno agli altri Racconti



© Copyright Giorgio Altichieri - 06/2014 Tutti i diritti riservati.