Yram e l'Albero

Questo racconto parla di una bambina e di un albero che si vogliono bene.
Quando c'è affetto possono succedere tante cose, anche un po' magiche ...
Vi piacciono gli alberi, le piante?
Sì ...?!!
Allora anche voi piacete a loro!


Yram è una bimba carina e molto sensibile. Le piacciono: la natura, gli alberi ed i fiori.
Il prato ai bordi del bosco, appena fuori del cancello di casa, è il luogo dove ama andare a giocare ed il posto preferito è l'ombra accogliente di un Albero di noci.
Nella stagione giusta le può succedere di trovarne nell'erba qualcuna, appena caduta, ed allora Yram la apre e l'assapora con piacere.

Sotto all'albero Anche oggi eccola lì. Si è portata la sua bamboletta preferita ed altre due o tre cosucce con cui inventare i suoi giochi.
Avere come ospite Yram fa molto piacere all'Albero. Infatti lui non è semplicemente un comune tronco di legno su cui crescono delle foglie, ma è una creatura con un'anima ed un cuore, che osserva, pensa, riflette e prova sensazioni e sentimenti.
È davvero strano, ma lo stesso vale per tutte le piante lì attorno: sono alberi particolari, magici, protetti da una speciale Fata del Bosco.

Per l'Albero di noci è una grande gioia quando la bambina sta presso di lui, nel fresco della sua ombra.
Se avviene che, per qualche motivo, lei non venga lì a giocare, l'Albero ne resta molto deluso e rattristato fino al giorno dopo.
Allora le altre piante lì intorno cominciano a canzonarlo, sussurrando tra le foglie fruscianti nel vento:
– Ahi, ahi ... ti sei innamorato! –
E non smettono neppure se l'Albero di noci si sforza di spiegare:
– Ma che dite! Come posso io, una pianta, innamorarmi di un essere umano? Il mio non è amore, ma è l'affetto dell'amicizia! Non c'è nulla di male se sono contento di vederla giocare ed essere allegra ... –
Gli altri alberi provano gusto a canzonalo e a fargli un po' di mobbing, insistendo con allusioni ed ironici commenti. Smettono soltanto quando la Fata del Bosco interviene e minaccia di castigarli.

Passano i giorni, passano i mesi. Nuovi eventi stanno cambiando la vita di Yram.
I suoi genitori hanno dovuto trasferirsi in un altro paese, al di là dalle montagne. Lei è rimasta per un po' presso i parenti, ma adesso ha tanta nostalgia e ha deciso di partire per tornare dalla mamma e dal papà.

Quando l'Albero viene a saperlo se ne addolora e prova a chiamare la Fata del Bosco:
– Fata mia, aiutami tu. Ti prego, voglio andare con lei, dove lei andrà. –
– Caro Albero di noci, mi stai chiedendo l'impossibile, o meglio, mi domandi cose possibili, ma al di fuori delle nostre regole. –
–Ti prego, ti prego, Fata cara, se esiste anche una sola possibilità perché io possa andare con Yram, vorrei che tu me la concedessi! –
– Te lo posso permettere, ma ti costerà parecchio. Il prezzo che devi pagare è la rinuncia ai tanti anni di vita che ti spettano se resti dove sei ora. Se ti stacchi dalle tue radici e ti allontani da dove sei nato, non ci sarà più nessun'altra primavera per te. Morirai con l'arrivo del prossimo inverno. –
L'Albero di noci non ha esitazioni:
– D'accordo Fata, mi sta bene il prezzo che hai detto. Lasciami partire! –
– Me lo chiedi tu ... allora, se lo desideri davvero tanto, te lo concedo – decide la Fata ed aggiunge – Ti darò anche la voce per poter parlare a chi tu vuoi bene. –

L'indomani al suo risveglio l'Albero si sente diverso dal solito. Si guarda in basso e s'accorge che non ha più le sue radici e che può muoversi facilmente in ogni direzione.
La Fata è stata di parola!
Si sposta subito accanto al cancelletto, per attendere Yram.
Eccola, finalmente è uscita e già si sta incamminando. Ha preso con sé soltanto poche cose, raccolte in un grande fazzoletto rosso e giallo. Lo porta appeso in cima ad un bastone, come fa chi ha molta strada da percorrere.
Lungo la strada L'Albero comincia a seguirla, restando però un poco più indietro. La bimba non si è accorta di lui e procede di buon passo, per la strada che porta verso le montagne.

Dopo un'ora di cammino il sole è già alto, riscalda parecchio ed aumenta la fatica di Yram.
L'Albero allora le si accosta, per farle ombra coi suoi rami.
Adesso la bambina s'accorge di non essere da sola. Ma non se ne meraviglia, è soltanto incuriosita:
– Come fai a seguirmi? Sei forse magico? – gli chiede.
L'Albero, felice di poterle parlare, risponde subito:
– Non sono magico, ma la mia Fata protettrice mi ha concesso, in via straordinaria, la possibilità di venire con te. –
Ed aggiunge:
– Non mi riconosci? Sono l'albero di noci accanto a cui ti fermavi quasi ogni giorno a giocare. Ho sentito che vai a cercare i tuoi genitori e la mia Fata mi ha permesso di seguirti. –
– Sei davvero molto gentile, ti ringrazio di volermi accompagnare e per l'ombra fresca che mi stai regalando! –

La strada è lunga, dopo due ore di cammino Yram dice all'Albero:
– Amico mio, riposiamoci un attimo. Sai, io avrei anche un po' di fame, ma purtroppo non mi sono portata nulla da mangiare. –
– Ma io ho le mie noci – esclama felice l'Albero – sono ancora acerbe, però se mi metto d'impegno posso farne maturare qualcuna per te. –
– Davvero? Mi piacciono molto le tue noci! –
Subito l'Albero si concentra per far arrivare le sue linfe nutrienti nei punti giusti dei rami. Passano pochi minuti ed ecco che alcuni frutti si staccano e rotolano sul terreno.
– Cara bambina mia, ci sono riuscito! Rompi il mallo ed il guscio e sentirai che sono noci buone, come quelle che hai sempre raccolto sotto di me. –

Yram non se lo fa dire due volte. Sta già aprendo le noci e se le gusta soddisfatta, mentre l'Albero la guarda compiaciuto.
Dopo aver mangiato e dopo un breve riposo la bimba gli dice:
– Amico mio, dobbiamo attraversare quelle montagne laggiù, perciò è meglio rimetterci adesso in cammino. –

I due riprendono la strada. Arrivati ai piedi dei monti, iniziano la salita.
Purtroppo la strada è più lunga di quello che Yram immaginava, così giunge la notte. Il rigore dell'altitudine si fa parecchio sentire.
Per la stanchezza e per il freddo la bambina deve fermarsi e si accoccola, abbracciata all'Albero di noci.

Sotto alle foglie La temperatura continua a scendere.
Per la pianta è un freddo sopportabile, ma Yram, poverina, sta battendo i denti. L'Albero ne prova molta pena ed allora decide di farle un giaciglio ed una coperta con un grosso mucchio delle sue foglie.
Anche se non è ancora autunno, si sforza di staccarsene più che può.
Ogni foglia che toglie è come una piccola ferita, ma intanto la coltre, sotto cui sta Yram, diventa sempre più folta e più calda. Pian piano lei può riscaldarsi ed, alla fine, riesce ad addormentarsi serenamente.
Sull'Albero sono rimaste soltanto poche delle sue foglie, ma lui ha il cuore colmo di gioia per aver aiutato la sua amica.

Al mattino ripartono, pieni di nuove energie. Manca poco alla meta di Yram. La nuova casa dei genitori, dove lei sta andando, è proprio nella valle, lì sotto. In un'oretta di cammino la bimba e l'Albero sono arrivati.

Grandi sono la meraviglia e la gioia dei genitori di Yram. Immaginatevi quante lacrime di commozione, i baci e gli abbracci!
Quando i cuori tornano a battere normalmente, la bimba racconta dell'aiuto ricevuto dall'Albero durante tutto il suo viaggio ed esprime un desiderio:
– È stato per me un amico fedele e prezioso. Vorrei che accettaste di tenerlo qui nel nostro giardino. È vero che com'è ora, quasi del tutto spoglio, non fa una bella figura, però è diventato così per aiutarmi, perciò desidero che rimanga con noi. –

Dopo qualche esitazione, il papà e la mamma acconsentono e per l'Albero viene trovato un posticino nel loro giardino.
Lì è tutto molto bello e curato, mentre lui, con le sue poche foglie ed un paio di frutti acerbi, non fa certo onore alla bellezza che ha intorno. Ma è stato accettato.
Lì può ricominciare la sua nuova esistenza e, come faceva una volta, Yram viene spesso a rallegrarlo, giocando accanto a lui.

Ma l'estate presto finisce ed arriva l'autunno.
La bambina adesso va a scuola e ci sono meno occasioni per andare in giardino.
Passano i giorni ed arriva pure il momento della caduta delle sue ultime, poche foglie. Ahimè, l'Albero adesso è rimasto nudo, rinsecchito e più triste, anche nel cuore.
C'è però ancora un'occasione di gioia, quando in dicembre, in preparazione al Natale, Yram viene da lui per decorarlo ed abbellirlo con tanti festoni scintillanti e palline colorate.

Per il natale Che bella figura sta facendo adesso!
Ma per lui è una gioia molto breve.
Infatti per gli alberi è giusto il tempo del sonno invernale, da cui risvegliarsi, ricaricati di forze quando tornerà la primavera.
Purtroppo per lui non andrà così questa volta.
Perché vale il patto stabilito con la Fata del bosco, perciò non ci sarà per lui alcun risveglio. Povero Albero di noci!

Però, però ... l'Albero è davvero morto del tutto?
Forse no, infatti una delle sue ultime noci, caduta in quel giardino, ha messo radici e potrà dare inizio ad una nuova, piccola vita.
Così, a primavera, poco distante dal vecchio tronco, Yram scoprirà che è nato un alberello, figlio della pianta sua amica.
Certamente gli dedicherà ogni cura, perché cresca bello e frondoso, come il vecchio Albero di noci, di cui conserva un bel ricordo nel cuore.

E di quel tronco secco rimasto in un angolo del giardino, che cosa farne?
Il legno degli alberi di noci è pregiato: non lo si butta via, non lo si getta nel fuoco.
Il babbo di Yram incaricherà un bravo falegname perché ne ricavi un bell'armadio, un tavolo ed una seggiola per la cameretta della bambina.

Che gioia se l'Albero potesse saperlo!
Beh, provate ad immaginare con me che esista un paradiso anche per gli alberi, o almeno per gli alberi capaci di pensieri e sentimenti.
Se esiste, potrà da lì vedere tutto ed essere più felice ...


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G.A.

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