Racconti e Farfalle

Ci sono racconti, favole o romanzi che nessuno mai ha letto o leggerà?
Purtroppo sì ...


Gim, seduto alla scrivania, sta facendo ciò che lo appassiona parecchio.
Da un po' di tempo vi si dedica spesso. Di che si tratta?
E’ al computer e sta scrivendo. Sta tentando di concludere il suo ultimo lavoro: il testo di un nuovo racconto.
Lo ha già letto e riletto molte volte, apportandovi ritocchi e correzioni.
L'ispirazione era buona e forse ora è a posto: finalmente è terminato!

Gim adesso lo manda in stampa. Sono due pagine fitte, fitte, che stanno su un unico foglio.
Lui lo prende in mano e si avvicina alla finestra. È lì accanto, spalancata, perché è già primavera ed è bello lasciare entrare nella stanza il suo tepore.
La luce del sole brilla sul foglio e lo fa sembrare più bianco.
Ancora una volta Gim rilegge il racconto e sembra soddisfatto.

Il volo Ma ora sta avvenendo qualcosa di strano: quel pezzo di carta si sta trasformando.
Saranno i raggi del sole? Sarà qualche strana magia?
La pagina che tiene in mano si sta ripiegando su se stessa, sta cambiando in un'altra cosa! Ora ha due appendici, due grandi ali!
Non bianche come il foglio, ma di tanti colori, come quelle di una farfalla tropicale.
È diventato una grande, bella farfalla dai brillanti colori!

E sa pure volare!
Difatti, ecco che si stacca dalle mani di Gim e prende a svolazzare per la stanza.
Lui la guarda incantato, senza sapere se credere o no a ciò che sta avvenendo; così passano alcuni istanti, prima che lui provi a riprendersela tra le mani.
Ma ha atteso troppo ... il foglio-farfalla ha preso la via della finestra: ora sta volteggiando là di fuori, libero nell'aria.

Gim non si perde d'animo e dice a se stesso:
– Se fosse vero, sarebbe troppo bello! Devo riprovare ... –
Torna alla scrivania, prende un nuovo foglio di carta e, con quello in mano, si sposta alla finestra per esporlo alla luce del sole.
Lì attende che si ripeta il prodigio di poco fa, ma nulla sta accadendo.
Così dopo qualche minuto si chiede:
– Non è che occorre che il foglio contenga il mio racconto? –
Gim, allora rilancia la stampa del suo testo, lo stesso volato via poco fa.
Con quel foglio in mano ritorna alla finestra ed adesso sì, davvero, la magia si sta ripetendo! Anche questa pagina si sta trasformando, sta mettendosi due bellissime ali colorate.
Lui apre le dita e pure il nuovo foglio-farfalla prende il volo: fa qualche evoluzione nella stanza e poi esce anch'esso dalla finestra.

Ma Gim non è affatto dispiaciuto, infatti si sta dicendo:
– Beh, in fondo è proprio ciò che voglio. Desidero che il mio racconto non rimanga qui, soltanto per me. Desidero che raggiunga altre persone, che sia condiviso.
L'ho scritto pensando che dovrebbe essere letto da altre persone, pensando che potrebbe loro piacere ed interessare.
Perciò, se adesso ha messo le ali, può andare appunto a cercarsi chi lo accolga e desideri leggerlo.
Anzi, già due copie sono volate fuori, ma ora io ne farò anche una terza, che voli via e segua le altre. –

Il racconto-farfalla, volato via per primo, ha intanto percorso già un bel pezzo di strada. Ha superato molti edifici del quartiere per poi planare in un piccolo giardino pubblico, attrezzato con i giochi per i bimbi. Ce ne sono diversi, che stanno giocando allegramente; gli adulti che li hanno lì accompagnati sono seduti qua e là sulle panchine.
Ecco che il foglio è sceso dolcemente su quella dove sta seduto Mike, il nonno dei due fratellini che giocano poco distante.
S'è appoggiato sul sedile, al suo fianco, ed ha richiuso e nascosto le sue ali colorate. Ora è tornato ad essere un semplice foglio di carta col racconto scritto da Gim.
È impaziente, vorrebbe essere raccolto e letto, ma Mike non gli ha ancora prestato attenzione. Finalmente Mike lo nota. Lo prende in mano e lo guarda distrattamente. Forse dovrebbe mettersi gli occhiali, ma non ne ha molta voglia. Rigira il foglio davanti e dietro, poi lo appallottola e lo butta nel prato alle sue spalle.
Ahimé, povero racconto di Gim: tu non gli interessi neanche un pochino. Ora sei soltanto una cartaccia in più, tra l'erba del giardino!

Peccato, cari miei! Ma speriamo che vada meglio agli altri fogli-farfalla.
Andiamo a vedere ...

Quello volato via per secondo si è inebriato del volo: è salito in alto, in alto, sopra ai tetti delle case.
Volare è davvero bellissimo, così, per alcuni attimi, s'è scordato del suo ruolo, cioè che lui esiste soltanto perché qualcuno lo prenda in mano e lo legga.
Quando il foglio-farfalla se ne ricorda, inizia a scendere per andare a cercare nella strada la persona giusta.
Ma ahimé, passa troppo vicino ad un grosso albero e rimane impigliato tra i suoi rami.
Prova e riprova a liberarsi, senza risultato.
Forse tra qualche giorno il vento lo libererà, ma intanto non gli rimane nient'altro da fare che aspettare.

Forse, il terzo foglio-farfalla avrà una sorte migliore?
Sul balcone Pare di sì, perché è stato più cauto ed attento. Ha concluso il suo volo atterrando in un balcone, pieno di vasi, con piante e bellissimi fiori.
La porta-finestra è chiusa, ma Lucy, la bimba che lì abita, lo ha visto scendere volteggiando ed è andata subito ad avvertire la mamma di quella strana intrusione.
Eccole che stanno ora uscendo insieme sul balcone per raccoglierlo.
Dapprima la mamma è un po' sospettosa, ma si tratta di un foglio pulito, senza macchie o segni sospetti. Lei lo esamina attentamente, mentre Lucy le chiede con insistenza:
– Mamma, che cos'è? Dimmi che cosa c'è scritto? –
Ed ora lei le risponde:
– Bambina mia, questo è un breve racconto, scritto da chissà chi, che il vento, per qualche strana combinazione, ha portato sin qui da noi. –
– Un racconto ...? Allora me lo leggi, mamma? –
– Sì, Lucy, siediti qui accanto a me. Te lo posso leggere, perché è adatto anche per la tua età. –

In quello stesso istante Gim sta avvertendo un piacevole, dolce fremito nel cuore. Non sa perché gli stia succedendo, ma è una particolare, magica sensazione!
Io e voi sappiamo perché sta avvenendo. Perché, finalmente, qualcuno sta leggendo il suo nuovo racconto, che ora inizia a farsi conoscere, a diffondersi ed ad esistere.

Se il cuore di Gim fosse un moderno telefonino, uno smartphone, lui ne avrebbe la conferma visibile. Potrebbe accorgersi che il messaggio WhatsUp del suo racconto ha cambiato il colore delle sue V di spunta: prima erano nere, ora sono azzurre.

È bello condividere e regalare ad altri qualche istante di distrazione e, magari, di sogno!



Smatphone

G.A.



Ritorno agli altri Racconti



© Copyright Giorgio Altichieri - 4/2017 Tutti i diritti riservati.