Hanno Rubato l'Albero di Natale

Racconto di Natale 2016.


In una bella vallata tra i monti c'è un piccolo paese: Colleazzurro.
E’ già da molti anni che i suoi abitanti preparano tutti insieme l'Albero di Natale.
E’ una tradizione: un unico grande albero che vale per tutti loro.

Ai primi di dicembre i boscaioli vanno a cercare sui monti l'abete più alto e più bello, lo tagliano, lo portano a valle e lo innalzano ben ritto nella piazza principale del paese.
Da quel momento comincia, per grandi e bambini, l’impegno gioioso per decorarlo con gli oggetti più belli, colorati e luccicanti che possiedono. Li hanno preparati durante l'anno, appunto per questo scopo ed è finalmente arrivato il tempo di tirarli fuori dagli armadi e dai cassetti e di metterli in mostra sull’abete di Natale.
Nel paese è tutto un grande fervore. E’ come se ci fosse la gara o la scommessa per riuscire a farlo ancora più bello, ricco e decorato dell'anno precedente.

Il primo abete Per gli abitanti di Colleazzurro l’albero è davvero importante, perché è lì sotto che Babbo Natale lascerà i doni per ognuno di loro.
Mancano pochi giorni, l'albero è là quasi pronto in mezzo alla piazza, più bello che mai: è davvero un’accoglienza magnifica in onore di Babbo Natale!
Gli abitanti sono davvero contenti. I bambini si sono impossessati dello spazio attorno all’albero e l’hanno trasformato nell’area dei loro giochi. Gli adulti vanno spesso là, apposta per ammirarlo, e se lo guardano incantati e soddisfatti.

Ahimé, a questo mondo ci sono sia persone buone che cattive e queste ultime spesso si rodono d'invidia per quelle più felici di loro.
Perché vi dico questo?
Perché c’è Rufus, un cattivo che vive nel paese vicino, che ha architettato un brutto dispetto contro gli abitanti di Colleazzurro.
Infatti, durante la notte arriva zitto, zitto in paese col suo carro. Ha rivestito di stracci le ruote, in modo da smorzare ogni rumore.
Nessuno lo vede né lo sente, così riesce a rubare l'albero, con tutte le sue magnifiche decorazioni.
E per farne cosa? Per gettarlo nel fiume, che se lo prende tra le sue schiume vorticose e se lo porta via lontano, verso il mare.

Al mattino è sgomento e sconforto per tutti gli abitanti:
– Come facciamo, senza il nostro albero? – non fa che ripetere il sindaco dal balcone del Municipio.
– Babbo Natale non saprà dove lasciarci i doni! – ripete la maestra dalla finestra della scuola.
– Allora, quest’anno resteremo senza regali ...? – si disperano i bambini nelle strade e nelle case.

Dopo il primo smarrimento, il paese organizza una squadra di boscaioli che vada a cercare un nuovo abete. Presto un altro albero viene rimesso in centro alla piazza.
Pur se non è così alto e frondoso come quello rubato, potrebbe comunque fare una buona figura, ma mancano le decorazioni e gli addobbi! Purtroppo tutti quelli preparati stavano sull'albero rubato ed il cattivo se li è portati via.
Il paese non sa riprendersi dallo sconforto.

La sera della vigilia gli abitanti di Colleazzurro, mentre si chiudono in casa, non fanno che ripetersi, mesti ed afflitti:
– Che senso ha un abete senza stelle colorate, ghirlande e ninnoli? Babbo Natale non si accorgerà nemmeno di noi! –

Ma non sono solo gli abitanti a soffrire, infatti alla loro pena partecipano anche le creature che vivono lì attorno.
Così, quando il paese si è assopito e tutto è diventato silenzioso, c’è qualcuno là di fuori che prova a rimediare come può.
Infatti dal bosco sopra al paese, parte uno stormo di piccoli uccelli e giunge in volo nella piazza. Sono cardellini, ciuffolotti, pettirossi ed altri ancora, che vanno a disporsi qua e là tra i rami dell’abete.
Hanno piumaggi bellissimi, rosso, arancio, giallo e azzurro, che risaltano anche nel buio e che trasformano l’albero in un magnifica festa animata e colorata.

Il secondo abete Tutto qui?
No! Altre creature del bosco sono andate a cercare le lucciole e le risvegliano dal loro letargo invernale.
Ed allora, ecco che dai prati più a valle arrivano sciami di puntini luminosi, gialli e bianchi.
Gli insetti vanno a posarsi sulle punte dei rami dell’abete e prendono ad accendersi e spegnersi in sintonia, con ritmi allegri e regolari, tali da assomigliare ad una fantastica catena di lucine natalizie.

Ma c’è ancora di più.
Perché anche la Luna vuole dare un contributo per abbellire l’albero di Colleazzurro.
Perciò distacca i suoi raggi più belli, che sembrano leggeri fili d'oro. La Luna li intreccia e li manda a posarsi tra i rami dell’abete, che resta avvolto da quella fantastica ghirlanda.

Mai visto nulla di simile! Ora l’albero è più bello che mai!
Babbo Natale, appena giunge nella valle, lo scorge sin da lontano e, molto compiaciuto, porta sotto ai suoi rami doni in abbondanza!

Il mattino di Natale: che gioia in paese!
Ogni abitante sta trovando sotto all’abete il regalo che desiderava.
C'è festa grande nella piazza di Colleazzurro!
Ed è arrivato lì anche Rufus, il ladro dell’albero, per curiosare, per godersi lo sconforto ed i dispiaceri dei suoi abitanti, ma resta sbalordito.
La sua macchinazione non è servita a nulla: nella piazza c’è un altro abete stupendo, sotto al quale Babbo Natale ha lasciato tantissimi doni!

Tutti i paesani di Colleazzurro sono felici, ballano, brindano, giocano.
Rufus, pur se estraneo, è lì in mezzo a loro ed è invitato alla festa. Nessuno sa che è stato lui a rubare l'albero.
Così, pur non volendo, si trova trascinato nella baldoria gioiosa e finisce per farsi coinvolgere dalla festosa allegria di Colleazzurro.
Dopo pochi minuti gli sembra di essere tra tanti amici, che gli vogliono bene!
E che succede? Pensando al male fatto e alla propria cattiveria, nei suoi occhi spuntano due lacrime di pentimento.
Ma non gli bagnano il viso, sono invece lacrime che sanno scendere dall'interno, giù, giù ... fino a lavare il cuore.
Ed allora è Natale anche per lui!



Lacrime sul cuore

G.A.



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