L’Omino di Carta

Cari amici qualcuno sostiene che ci sono oggetti che non sono sempre inanimati. Anche loro, se lo desiderano, possono muoversi liberamente.
Però occorre che ci sia buio e silenzio e che nessuno possa vederli.


Dopo aver terminato tutti i suoi compiti di scuola Fred ha preso un quaderno a quadretti ed ha L'Omino incompleto incominciato a disegnarci un bell’Omino. Ci vorrebbe più tempo, ma è già ora di cena, perciò deve interrompere ciò che sta facendo.
L’Omino non è terminato: gli mancherebbe un braccio e poi sarebbe da colorare completamente.

Dopo cena Fred ha fatto altre cose e poi è andato a letto, dimenticandosi il disegno lasciato in sospeso. Anzi, non ha neppure riposto nell'astuccio la matita e la gomma: eccole lì, ancora sul quaderno, abbandonato, aperto sul tavolo tra molte altre cose.
Ora la stanza è silenziosa e quasi al buio.
Proprio il clima giusto per far avvenire "cose straordinarie". Non ci credete?
Allora state attenti, perché adesso ne sta accadendo proprio una.
Infatti, c'è chi dà per certo che, quando nessuno può vederli, alcuni oggetti possano smettere di fingersi inanimati e muoversi liberamente. Basta che lo desiderino.

L'Omino completo L’Omino disegnato da Fred sta facendo proprio così: si sta dando un bel da fare per liberarsi e muoversi, tirando e stringendo i suoi muscoli (di carta).
Ed ecco che finalmente è riuscito a staccarsi un poco dal foglio dove è stato disegnato.
Giusto quanto basta per poter afferrare col braccio buono la matita e finire di disegnarsi l'altro braccio, quello che Fred non ha terminato.
Appena l'Omino si è completato, si rizza in piedi sul foglio, lasciando soltanto una debole traccia grigia sulla pagina dove è nato.

Lui é un Omino di Carta ordinato e giudizioso.
Per prima cosa si preoccupa di riporre la matita e la gomma nell'astuccio di Fred.
Ma non è soddisfatto, c'è un vero disordine su quel tavolo ed in tutta la stanza!
Infatti, il bambino ha abbandonato un po' di qua e un po' di là i libri ed i quaderni, anche quelli che domani gli serviranno a scuola.
La cartella è ancora da preparare. Al mattino il tempo è poco, non basta mai!
C'è un vero rischio che Fred si dimentichi a casa qualcosa di importante e si prenda una nota in classe.

Ma i quaderni ed i libri sono tropo pesanti, l'Omino non può farcela a spostarli da solo. L'aiuto di capitanAmerica Ha bisogno dell'aiuto di qualcuno più robusto e più grosso di lui.
Per fortuna, là nell'angolo, Fred ha abbandonato anche i pupazzi dei Supereroi.
– Ehi tu, Capitan America – lo sollecita l'Omino scuotendolo un poco – svegliati, dammi una mano. Aiutami a riordinare un po' i libri, lasciati in giro e a preparare lo zaino di Fred! –
– Adesso che mi hai svegliato, non riuscirò più a riprendere il sonno – si lamenta un poco il pupazzo.
Ma poi il capitano Steve, generoso e disponibile come sempre, si dà un gran daffare ed, in pochi minuti, ecco che rimette per bene al suo posto ogni cosa.

Ora lo zaino è pronto. Gli altri libri e quaderni sono ben allineati e dal lato giusto sullo scaffale ed il tavolo è quasi libero, a parte il barattolo delle penne e alcuni libri di lettura per i quali non c'è più spazio sulle mensole.
– Grazie mille, Capitano – gli dice l'Omino di Carta – adesso è tutto a posto e puoi tornare a riposare. –
Capitan America si sceglie una sedia comoda e torna ad appisolarsi.

Ora che nella stanza è tornato un grande silenzio, anche all'Omino di Carta è venuto un po' di sonno.
Guardate: si arrampica sul letto di Fred e va a sdraiarsi sul suo cuscino, vicinissimo a lui, proprio a sfiorargli i capelli.
Lì si sente veramente bene, perché, se ci pensate, Fred è il suo papà: è lui che l'ha creato, è lui che l'ha fatto nascere.
Domattina l'Omino di Carta dovrà alzarsi in tempo, per andare a nascondersi tra le pagine di qualche libro. Però potrà tornare accanto a Fred la prossima notte e poi anche l'altra e quell'altra ancora ...

L'Omino di Carta ha un piccolo cuore.
È un cuore di carta: ma è pur sempre un cuore, che vuol bene!


Sul cuscino



G.A.

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