Il Tram Zero Barrato

C'è il mondo reale e quello della fantasia.
Che bello se il confine che li distingue fosse meno assoluto, ma attraversabile qualche volta!
Allora potrebbero succedere cose come questa ...


Gigi l'ha visto: è il suo tram ed è in arrivo. Affretta il passo.
Spera che il traffico o il semaforo rosso ne rallentino la corsa.
Che iella! Il semaforo già è verde ed il tram numero 4 raggiunge subito la fermata.

È il caso di fare una bella corsa.
Gigi scatta immediatamente, forse ce l'ha fatta. Infatti è arrivato sulla piattaforma, ma la porta automatica s'è già richiusa, anche se il tram è ancora lì, fermo.
Prova a richiamare l'attenzione del conducente, picchiando sulla porta, ma proprio in quell'istante, il tram riparte.
Lui commenta ad alta voce:
– Ahimé, l'ho perso ... che disdetta! Mi ha visto correre e poteva aspettarmi ... –

Sconsolato si guarda attorno. È un po' in ritardo: deve andare a Cairoli.
Alla fermata c'è un'altra persona, una signora, che come lui sembra che non abbia fatto in tempo a salire.
Si fissano un istante e Gigi compiange entrambi:
– Signora mia, siamo compagni di sfortuna! –
– Ma no ... non si preoccupi – lei risponde – tra un attimo dovrebbe arrivare lo zero barrato, che fa lo stesso percorso del 4. –
– Davvero? Lo zero barrato? Non l'ho mai preso ... non sapevo che passasse di qui. Grazie! –

La signora allora aggiunge:
– È un nuovo servizio, in funzione da poco. Passa quasi subito dopo il 4, appunto per raccogliere quelli che lo perdono per un soffio, magari con lo smacco della porta chiusa in faccia e senza tanti riguardi, così come ora c’è capitato.
Gigi è davvero sorpreso:
– Dice sul serio? Un tram di recupero, che ripassa quasi subito e fa il giro per raccogliere chi non é riuscito a prendere l'altro! Che idea straordinaria! –
– Eccolo ... è già qui, proprio come le dicevo. – avverte la signora.

Il tram zero barrato È vero! Lo si può già intravedere nel traffico: ha già svoltato nel viale ed è in arrivo.
E’ un po' diverso dai tram normali: è colorato vistosamente come quelli dei giri turistici di Milano, anzi, ancora più vivace.
Non è di quelli nuovi; infatti, s'arresta alla fermata sferragliando ed apre con qualche sibilo le porte automatiche.
La signora sale da quella centrale e Gigi s'avvia alla porta di testa, accanto al manovratore. Appena Gigi ha messo un piede sul predellino, il tranviere gli domanda:
– Lei é una brava persona? –
– Beh, ... penso di sì ... – risponde Gigi d'istinto, ma tutto confuso per ciò che gli sta accadendo.
– Allora può salire – dichiara l'altro, mentre richiude la porta e gira la "manetta" per dare accelerazione al tram.

Dentro ci sono tre viaggiatori, più Gigi e la signora salita con lui.
Appena il tram ha preso velocità, il manovratore si gira e sorridendo spiega:
– Non si meravigli, questo non è un normale servizio ATM, ma è mio personale, gratuito. Perciò decido io e accetto solo le persone che gradisco. –
– È davvero tutto molto strano ... però se fa la stesso percorso del 4 mi va molto bene e grazie per avermi accolto. – dichiara Gigi.
Il guidatore continua:
– Vede, signore, io sono un volontario. Sono un tranviere in pensione: mi chiamo Lino. Poiché a casa mi annoio, continuo a fare ciò che ho sempre fatto e che tanto mi piace: guidare il tram.
Lo faccio per hobby, senza stipendio, perché tanto mi basta la mia pensione. –
– Beh, allora grazie Lino e complimenti per il tuo volontariato ... io sono Gigi. –

Anche gli altri viaggiatori desiderano presentarsi.
– Io sono Bice – dice la signora che s'è accomodata lì vicino.
Quello seduto un po’ più indietro si associa:
– Piacere Gigi, io sono Vago – ma non smette un istante di guardare sulla strada, fuori dai vetri.
– E noi siamo Nino e Pia – dicono insieme i due ragazzi, seduti e abbracciati più in fondo.

Il tram procede. Scorrono due fermate senza che nessuno scenda o salga.
Tutti si sono presentati; il manovratore si gira e torna a chiedere:
– Ora Gigi, se non ti dispiace, ci puoi dire dove devi andare e come mai sei arrivato in ritardo? Mi piace partecipare un poco alla vita dei miei passeggeri. –
E gli altri viaggiatori in coro:
– Sì … anche a noi piacerebbe saperlo. Perché sei in ritardo? Su questo tram molto speciale non dobbiamo avere segreti. –

Ormai Gigi ha capito che non ci sono limiti alle stranezze che stasera gli stanno capitando e con franchezza racconta:
– Cari signori, non c’è proprio nulla di veramente interessante. Quando passo per una certa via rallento sempre, perché mi ricorda le cose simpatiche che lì mi sono successe. Forse mi metto a sognare un po' troppo e perdo il senso del tempo: tutto qui. Ah, dove vado? Io devo andare in piazza Cairoli, quasi al capolinea. –

Adesso è Gigi che vuole stare al gioco:
– Anch'io vorrei sapere qualcosa di voi. Perché siete in ritardo voi? –
Bice risponde per prima:
– Comincio io perché scendo alla prossima, abito lì. Stasera ho fatto tardi, perché sto cercando un oggetto particolare che non sono ancora riuscita a trovare. Vorrei un violoncello, però dovrebbe essere leggero, leggero, così da potermelo portare in giro facilmente, senza fare fatica. Sarei felicissima, se lo trovassi! –
– Forse ne fanno anche in fibra di carbonio. – suggerisce Gigi – È un materiale leggerissimo e resistente. Ci fabbricano tante cose: attrezzi sportivi, biciclette, pezzi di carrozzeria e, so per certo, anche chitarre. Se riuscisse a trovarlo le basterebbe un dito per trasportarlo ... –

Il tram frena tra i soliti cigolii. Bice è arrivata:
– Buona serata a tutti! – saluta, uscendo.
Nessuno è in attesa sotto alla pensilina ed il mezzo riparte.

Ora Gigi fissa Vago: il viaggiatore seduto a metà vettura, quello che continua a guardare la strada, attraverso i vetri.
Ha un aspetto famigliare, gli pare di conoscerlo, ma non riesce ad andare oltre ad un confuso ricordo.
Vago, che si sente osservato, senza perdere di vista i passanti sul marciapiede, prende a raccontare:
Zivago – Quanto a me, la mia storia molti l’hanno letta.
So che rivedrò una donna da questo finestrino. La vedrò passare qui fuori, scenderò di corsa dal tram, ma il mio cuore malato non mi consentirà di raggiungerla.
Però, se l'incontrassi adesso, che sono ancora giovane, le cose potrebbero andare in tutt'altra maniera.
Questa occasione favorevole c'è nel mio romanzo: quando, io appena laureato, dal mio tram la vedo camminare sul marciapiede ... anche se allora non la conoscevo ancora ... –
Gigi allora esclama:
– Ah ... allora tu non sei Vago, ma … –
– Già, sono Zivago, il dottore ... e sto cercando la mia Lara! –
Gigi si dà una botta sulla fronte, ma non sta sognando, è davvero sveglio!

Il tram si ferma e riparte più volte senza nessun nuovo viaggiatore.
– Stasera sono tutti puntuali ... – commenta il manovratore – meglio così per loro. –
I due giovani abbracciati, giù in fondo alla vettura, non hanno ancora raccontato nulla di loro ed a questo punto Gigi li sollecita:
– E voi, cari Nino e Pia, perché avete fatto tardi? –
– In verità non è per un ritardo che siamo qui, ma per nostra scelta, ci veniamo spesso.
Lino ci conosce e ci ospita volentieri. Non si stupisce né s'arrabbia se ci diamo qualche bacetto. Qui ci stiamo così bene che a volte facciamo anche due corse, su e giù, per intero! –
– Beati voi ... – sospira Gigi.

Un paio di fermate ancora ed ecco l'arrivo in piazza Cairoli.
Gigi scende, ringraziando e promettendo a Lino che tornerà a prendere il suo fantastico tram.

La vettura riparte.
Dalla strada Gigi può vedere ancora i due ragazzi e li saluta con la mano.
Loro non se ne accorgono: Nino e Pia si stanno dando un altro bacio.
Proprio così: Pia e Nino ... Pia, Nino, pia-nino, pianino, pianino.


Il bacio di Pia e Nino

G.A.



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