Il Lago Incantato

Cari amici, a volte vediamo delle cose così belle che ci fanno sognare ad occhi aperti …


Il lago incantato In alto tra i monti, in una conca un po' nascosta, c'è un piccolo lago.
Arrivarci è faticoso, perciò sono pochi quelli ci vanno, ma la bellezza che offre allo sguardo, ricompensa lo sforzo di chi si avventura sin là.
Infatti, in certe ore del giorno, quel lago si comporta come un enorme, magico specchio.
Col cielo azzurro e le nuvole in alto, e con la loro immagine perfettamente riflessa sull'acqua di sotto, si ha davvero l'impressione di essere sospesi nell'aria.

È davvero un lago incantato!
Se ci lasciamo catturare ed affascinare, se permettiamo che la mente ed il cuore volino liberi, è possibile immaginare le cose più fantastiche.

Ma fin dove si può volare con la fantasia?
Potremmo pensare che il lago sia la porta d'ingresso ad un luogo sottostante prodigioso, ad un posto magico. Che ne dite?
Se v'interessa venite ora con me.

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Glenn, ogni volta che è salito sin lassù, ha desiderato di poter fare un bel tuffo nel lago. Ma l'arietta freddina e frizzante che lì spira, gli ha solo permesso di togliersi scarponi e calzetti per sguazzare coi piedi nudi un poco nell'acqua bassa, presso la riva.
Però oggi è davvero una stupenda giornata, col sole caldo e l'aria tiepida. È la volta buona per poter finalmente fare quel tuffo lasciato in sospeso.

Glenn si spoglia in fretta; saggiamente ha già indosso il costume. Dispone sull'erba al sole le sue cose e l'asciugamano. Quindi cerca lungo la riva un punto adatto, dove il colore più blu dell'acqua, mostri che è abbastanza profonda per un bel tuffo.
Il lago incantato Trovato! E c'è anche un grossa pietra chiara e piatta che fa da ottimo trampolino.
Una piccola rincorsa e ... pluff, il salto è fatto!

Solo una frazione di secondo piccola, piccola per pensare:
– Brr ... che fredda quest'acqua! –
Ma già l'acqua non c'è più ... è sparita completamente! Al suo posto ecco invece un tunnel tutto illuminato, con uno scivolo ripidissimo in cui Glenn sta scendendo velocissimamente.
È impossibile frenare e la corsa sembra non finire mai, finché, finalmente, con un ultimo sobbalzo, Glenn ricade in una morbida poltroncina.
Quel luogo sembra la sala d'attesa di uno studio medico, ma non c'è nessun altro oltre a lui.

Assai confuso si guarda da ogni parte, cercando di riordinare le idee:
– È tutto vero o sto sognando? –
Ma non c'è il tempo per darsi una risposta, perché sta arrivando una bellissima fanciulla, vestita di seta azzurra, brillante. Ha qualcosa in mano e, giunta accanto a lui, gli dice sorridendo:
– Benvenuto, ma sei ancora in costume da bagno; è meglio che tu indossi questo accappatoio e queste ciabattine. –

Glenn, frastornato non riesce che a mormorare:
– Per favore, dimmi dove sono ... –
E la bellissima fanciulla:
– Caro, tu sei arrivato nel nostro Laboratorio! –
– Laboratorio?! ... Non capisco! –
– Sì, questo è il nostro Laboratorio, ed è molto speciale, perché si tratta del "Centro di Ricerca dei Maghi e delle Fate". Qui noi indaghiamo sull'animo e sul cuore degli uomini. –
– Ma che ... ricerca, cuore ... allora sono in un ospedale? –
– No, no, qui non ci sono ammalati! Ci siamo solo noi, Fate e Maghi che studiamo la vostra mente ed i vostri sentimenti. Anch'io lavoro qui: sono la Fata Bibiana. –

Glenn è ancora più confuso e sbigottito, ma la Fata lo rassicura e lo invita:
– Su, indossa quello che ti ho portato e vieni con me. Ti porto a visitare il nostro Centro, così ti convincerai che non ti sto prendendo in giro. –
Lui ubbidisce ed insieme percorrono un breve corridoio che li conduce in un grande locale.
Là ci sono alcune Fate, vestite come la sua accompagnatrice ed anche alcuni Maghi, che indossano un lungo camice nero. Tutti sono indaffarati attorno a strane strumentazioni, libri e documenti.

La Fata Bibiana allora spiega:
– In questo Centro di Ricerca noi ci interessiamo di tutto ciò che può essere utile a voi uomini. In particolare cerchiamo rimedi efficaci, per guarirvi dai vostri vizi peggiori e consentirvi di essere più felici e più buoni. –
– Ma di che rimedi si tratta? – chiede Glenn, incredulo.
E la Fata chiarisce:
– Sono più o meno delle medicine o, anche, degli antidoti.
Ad esempio, io sto lavorando ad un vaccino per curare l'Orgoglio. Perché si tratta di un sentimento buono di per sé, ma che, spinto all'eccesso, si trasforma in un grave peccato. Infatti dall’Orgoglio derivano la Superbia e l'Egoismo. –

A Glenn, pur se non ne è convinto, piacerebbe che una simile invenzione fosse possibile, così commenta:
– Sarebbe davvero formidabile se ci riuscirai! Anzi: meraviglioso! –
A questo punto la Fata gli confessa:
– Amico mio, tu non sei capitato qui per caso, ma per una mia decisione. Quando ho visto che ti tuffarvi nel lago, ho pensato che avresti potuto aiutarmi. Allora io ho aperto il tunnel per farti arrivare sin qui. –
– Ma cosa mai posso io fare per aiutarti? –
– Se mi permetti di sottoporti ad un test, mi potresti aiutare a perfezionare la mia ricerca. Dimmi che accetti … ti assicuro che non correrai alcun pericolo. –
– Ma … non so … mi piacerebbe esserti utile, ma ho un po’ di paura – mormora Glenn.
– Davvero non temere, dovrai solo appisolarti per pochi minuti, mentre io controllerò i tuoi pensieri e farò semplici esami. –

L'invito è rassicurante e Glenn finisce per accettare.
La Fata lo accompagna nel suo studio, lo fa sdraiare su un lettino e gli sfiora appena, appena la fronte. Basta quel gesto per farlo addormentare.

Cosa poi sia successo Glenn non lo sa e non può ricordarlo. Sa solo di essersi risvegliato seduto, accanto ai suoi vestiti, sulla riva del lago e con un dolcissimo, profumato aroma in bocca.

Da allora, Glenn ritorna spesso al lago fatato. Ogni volta si reca nel punto da cui ha spiccato il famoso tuffo e scruta nel blu profondo dell'acqua in cerca di qualche traccia del luogo magico in cui è stato.
Ma non è più riuscito a vedere nulla, se non qualche girino o pesciolino.

Talvolta lancia nell'acqua qualche sassolino. E mentre le piccole onde circolari si allargano sulla superficie del lago, mormora sottovoce:
– Ciao Fata Bibiana, dove sei? Mi piacerebbe rivederti perché sei bellissima, ma anche per dirti che, su di me la tua medicina ha avuto davvero successo. Devi continuare!
Io non litigo più con nessuno, ho tanti amici, mi sento più buono e sereno.
Grazie Bibiana! –

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G.A.

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