Rette Parallele

Puah … la geometria! Non mi piace proprio!
Eppure anche la geometria può farci sognare.
Non ci credete? State un po’ a sentire.
Dove vanno a congiungersi le rette parallele?    All’infinito.
Sì, è esatto, ma dov’è l’infinito?


Gigi ieri pomeriggio ha voluto continuare a giocare fino a tardi, senza ripassare la lezione.
Allora è normale che oggi, quando viene interrogato in geometria, non si ricordi quello che aveva studiato giorni fa.
Sa molto bene soltanto l'ultima lezione. Fortunatamente, proprio su quella è la prima domanda:
– Gigi, che cos'è un poligono regolare? –
L'ha studiato da poco e snocciola l'esatta definizione. Poi, come esempio, disegna sulla lavagna un bel quadrato ed un esagono perfetto.

Ma arriva la seconda domanda:
– Che cosa sono le rette parallele? –
Ahi, ahi ... ! La memoria non l'aiuta e Gigi non sa rispondere.
Disegna le rette Per aiutarlo, la professoressa gli suggerisce:
– Dai, prova a disegnarmi qui sulla lavagna due rette parallele. Puoi farlo a tuo piacere, come meglio credi. –
Gigi col gessetto rosso traccia una bella riga diritta, quindi, con quello blu, la seconda linea.
La figura è corretta, allora la professoressa torna a chiedergli:
– Molto bene, dimmi adesso: che proprietà hanno le rette parallele? –
– Sono rette ... uguali ... che ... –    e Gigi s'incespica e balbetta senza riuscire a proseguire.
Ma è fortunato, perché proprio adesso sta suonando l'intervallo e la professoressa gli fa una concessione:
– Non hai studiato, caro, perciò tu resterai qui in aula a ripassare la lezione. Dopo ti interrogherò di nuovo. –

Gigi torna al suo banco, molto dispiaciuto di aver fatto brutta figura, proprio in una materia che in fondo, in fondo gli piace.
Ora sta scontando la punizione. In aula con lui c'è solo la professoressa.
Lei è alla cattedra, impegnata a correggere gli ultimi compiti in classe. Lui è qui al suo banco, davanti al libro aperto.
Ha già riletto tre volte la definizione delle rette parallele ed ora, che è certo di saperla, può distrarsi e guardarsi attorno.
Lo sguardo si posa su quelle rette, rossa e blu, che aveva tracciato sulla lavagna poco fa durante l'interrogazione.
– Le avevo fatte proprio belle dritte, dritte ... –    sta complimentandosi tra sé e sé.
Adesso che ha ripassato, sa bene cosa risponderà quando sarà nuovamente interrogato: "le rette parallele sono quelle che mantengono sempre la stessa distanza tra di loro e non s'incontrano mai ovvero, che s'incontrano all'infinito".

Ma ecco che, nel silenzio dell'aula, Gigi comincia a fantasticare. Questa storia dell'infinito lo incuriosisce, lo intriga parecchio.
Proprio così: gli piacerebbe provare ad andare fin laggiù, a vedere che cosa c'è dove quelle due rette parallele, rossa e blu, s'incontreranno.
Le fissa sulla lavagna e si lascia assorbire da quel pensiero. Così comincia ad immaginare di seguirle, di viaggiare e di andare con loro dove puntano: là a destra, oltre la porta dell'aula, oltre i muri della scuola.

Sta volando con la mente. Adesso è già all'esterno, sospeso nell'aria all'inseguimento delle due linee colorate.
Dove stanno andando quelle parallele?
Attraversano le vie, entrano ed escono dalle finestre e dalle pareti delle case e Gigi gira attorno ad ogni ostacolo per poi ritrovare le due linee dalla parte opposta.

Ha già attraversato l'intera città ed è giunto in campagna. Qui le linee, rossa e blu, viaggiano completamente libere. Sembrano le scie colorate di due aerei a reazione nel cielo quasi completamente limpido e terso.
Gigi sta volando veloce nell'aria, proprio come fanno i supereroi che vedete nei film.

Si è messo nel bel mezzo, tra la linea blu e quella rossa. In questo modo gli sembra di nuotare nella corsia di un'enorme piscina: una piscina piena d'aria, però. Che bello nuotare così!
Senza alcuna fatica sta percorrendo un lunghissimo tratto di cielo.

Nella piscina d'aria Ora, sta sfiorando la cima di un monte.
Gigi rallenta un attimo, perché lassù c'è qualcuno che gli sembra di conoscere.
Sì, è proprio lui, il suo istruttore di nuoto che gli sta gridando da lì, come se fosse al bordo della piscina:
– Ehi tu, muovi di più i piediii ... andrai più veloceee ... –
– Devo arrivare fino all'infinitooo ... dove s'incontrano i bordi della corsiaaa ... –    strilla Gigi con più voce che ha.
– Per arrivare all'infinitooo .... impiegherai un tempo infinitooo ... –    gli urla l'istruttore, agitando le braccia.

Gigi si sente sfiorare. È un altro bambino, il suo amico Marco, che sta nuotando a dorso in senso contrario. Ha sentito dove Gigi vorrebbe andare e lo sconsiglia:
– Io ho rinunciato e sto tornandooo ... questa corsia non finirà maiii ...! –

Zacc ... pluff!
Tutta l'immagine improvvisamente s'annebbia e scompare. Il sogno non c'è più, s'è spento!
Colpa della campanella, che sta suonando. È finito l'intervallo ed i compagni stanno già rientrando in classe.

Poco dopo, come stabilito, la professoressa riprende l'interrogazione interrotta. Ma adesso Gigi ha ripassato e sa ripetere correttamente la definizione delle rette parallele.
– Molto bene, ora sì che sai la lezione. Vuoi aggiungere ancora qualcos'altro? –    gli chiede la professoressa.
– Beh, vorrei dire una cosa. Però non sta sul libro ... la penso io. –    mormora lui.
– Dilla pure, su Gigi, sentiamo. –
– Secondo me, i poligoni sono figure contente ...    invece le parallele sono tristi. –
– Tristi ...?    Perché dici così? –
– Penso che non sia bello non incontrarsi mai! –



Interrogazione



G.A.

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