I Capelli delle Streghe

In una bella vallata in montagna c'è un piccolo lago con dentro lunghi ciuffi d'erba palustre che, come fili d’erba al vento, ondeggiano pian piano ai lievi movimenti della corrente.
Gli abitantii del posto lo chiamano "Lago capelli delle streghe".
Se mi seguite vi racconto il perché.


Come dovreste aver imparato a scuola, il solstizio d'inverno del 21 dicembre, corrisponde alla notte più lunga dell'anno. Ve lo ricordavate?
Quella notte qui da noi, nel nord Italia, dura quasi quindici ore, mentre il giorno, che è il più corto dell’anno, appena nove.
Si dice che durante la notte del solstizio d'inverno avvengano strane cose.
Ad esempio, che le Streghe facciano la loro grande festa, radunandosi in zone poco frequentate, lontane da occhi estranei; potrebbe trattarsi del centro di una scura foresta o di una valletta disabitata.

Il luogo cambia ogni anno. Le streghe arrivano lì da ogni paese con ogni mezzo di trasporto e senza farsi troppo notare, nel caso non dispongano di quello favorito: la scopa. Viaggio sulla scopa
Sul posto scelto accendono dei grandi falò, ballano le loro danze concitate, gridando sguaiatamente tra i rumori più sconvenienti che voi bimbi, ben educati, sapete che non si devono fare.
Sono dei veri e propri "rave party". Bevono moltissimo fin verso l’alba finché si ubriacano; poi si addormentano per la stanchezza.
Queste loro feste si chiamano "sabbe".

Vi voglio portare a curiosare di nascosto in una sabba, perché stavolta avviene qualcosa di nuovo. Vi raccomando, però: restate zitti ed in silenzio!
Ora ci siamo! Restiamo nascosti ai bordi del prato, qui dove non arriva la luce dei falò e guardiamo, come già fa qualche altro curioso.
Ecco che durante una pausa, tra un ballo ed una bevuta, la Strega più autorevole, cioè la più anziana, fa una proposta:
– Ragazze mie, facciamo anche noi come gli umani: facciamo il nostro concorso di bellezza ... pardon di bruttezza … ed eleggiamo miss Strega! –
La proposta è accolta con urrà e sguaiate grida di entusiasmo. Le Streghe ne discutono tra loro finché decidono che il concorso si deve tenere subito, in quella stessa sabba, prima dello spuntare del sole.

Qualche Strega già si è appartata e cerca di prepararsi.
Vedete quelle tre giovani streghette? Sono le tre sorelle: Rospina, Sgraziotta e Zuccona. Cerchiamo di sentire che cosa mai stiano confabulando tra di loro.
Le tre streghette – Siamo noi le più brutte! Nessuno ci può togliere questo titolo. Una di noi deve senz’altro vincere il concorso! Però come facciamo ad agghindarci? Qui non abbiamo gli astucci del nostro maquillage … –
Ma vengono interrotte: la Strega anziana grida attraverso il megafono:
– Attenzione, attenzione: la giuria appena nominata stabilisce che le concorrenti devono presentarsi così come sono, naturali, senza alcun trucco o make-up! –
Tutte le Streghe commentano con gestacci e parolacce. Cosa che a loro modo sta a testimoniare che sono d’accordo. Così facendo, la gara potrà essere più vera e genuina.

Le nostre tre streghette, Rospina, Sgraziotta e Zuccona, però si sono innervosite: contavano molto sull’aiuto dei propri arnesi del trucco.
– Come possiamo fare? – si chiedono preoccupate.
Sgraziotta allora propone:
– Tu, Rospina, dammi un bel pugno in quest’occhio, fammelo diventare bello blu … –
– D’accordo – dice lei – ma tu, in cambio, tirami il naso perché sembri un po’ più lungo! –
– Se fate lo stesso anche a me – dice Zuccona – in cambio vi tirerò le orecchie fino a farvele diventare rosse, rosse. –
Tutte d’accordo si appartano un poco tra gli alberi e vanno a farlo davvero.

Ma adesso occorre verificare il risultato; per fortuna Sgraziotta ha nel suo sacco una scheggia di specchio per vedersi.
Tutte e tre si guardano, ma non sono completamente soddisfatte. A questo punto una di loro dichiara:
– Sentite, abbiamo peggiorato un poco, ma non è abbastanza … diamoci ancora qualche sberlona e peggioreremo in meglio! –
Tutte e tre concordano che si può fare.
Perciò segue subito un breve sonoro concertino: cich ciach, … ahi …cich ciach … ahi, ahi!

Poi un nuovo controllo nello specchio:
– Ok, ma occorrerebbe fare di peggio! Chi ha qualche idea? –
Zuccona azzarda:
– Potremmo sporcarci da capo a piedi … di terra o di altre porcherie? –
– Ma no, sciocca, non si può fare: sarebbe come truccarsi ed è proibito – convengono le altre due.
Allora si potrebbe … si potrebbe … – e seguono altre strane proposte, ma nessuna sembra realizzabile o abbastanza efficace.

Si avvicina sempre più il momento dell’inizio della gara. Le tre streghette non hanno ancora trovato qualcosa di valido, finché Rospina ha un lampo ingegnoso ed esclama entusiasta:
– Ho trovato, ho trovato! Sentite sorelle mie: facciamoci completamente calve, strappiamoci i capelli e saremo il vero esempio della bruttezza assoluta! –
– Brava, brava … che genio che sei! Facciamolo, facciamolo – è il coro delle sorelle.
– Però c’è un problema – azzarda Sgraziotta – non dobbiamo far capire che ci siamo tolte i capelli qui, apposta per il concorso. Dobbiamo sostenere che noi siamo calve di natura, senza manovre o trucchi. –
– Dici bene, ma come facciamo? – chiedono le altre.
– Ho un’idea: butteremo tutti i nostri capelli nel lago qui sotto! – propone Zuccona. I capelli nel lago
– Bene, bene, faremo proprio così: li nasconderemo là dentro – approvano tutte.
Purtroppo mancano le forbici. Che esclamazioni di dolore delle tre poverette nello strapparsi i capelli! Ma dopo tanti ohi! … ahi! …auch! … ahia! … alla fine ce la fanno.
Zuccona raccatta con cura i resti delle loro chiome e corre a buttarli nel lago, come stabilito.
Appena in tempo, perché la gara sta iniziando adesso.

E’ stato deciso per un torneo ad eliminazione ad invito, cioé, di volta in volta, una Strega viene scelta a caso, lei quindi sceglie un’avversaria e chi delle due perde viene eliminata.
La giuria si basa sui fischi e le maledizioni: più la candidata ne riceve, più significa che è brutta e resta in gara per il turno successivo.
Le tre sorelle Rospina, Sgraziotta e Zuccona stanno andando molto bene, anzi benissimo.
Sono arrivate tutte e tre in semifinale e poi: incredibile!
Lo state vedendo, non l’avreste supposto: si qualificano prima Zuccona, seconda Sgraziotta e terza Rospina!

La festa riprende più rumorosa di prima.
Ma loro tre dove sono andate? Non si vedono più!
No, sono là sotto alle piante; seguitemi, andiamo a sentire.
Ohi, ohi, sembra che stiano litigando:
– Sono io la più brutta! Il primo premio doveva essere mio – sta gridando Sgraziotta a squarciagola.
– Cosa dici! Io lo meritavo – rincalza Rospina furiosa.
– Ma che volete: voi avete perso! A me l’hanno dato ed io me lo tengo! – risponde Zuccona, minacciando le sorelle.
E via così fino all’alba. Insomma, cari miei, una lite coi fiocchi.
Proprio una lite da strapparsi i capelli ... se ne fosse loro rimasto qualcuno ancora in testa!

Attenti cari miei, loro sono streghe e si comportano male, ma voi che siete bambini saggi, dovete saper accettare le sconfitte, mentre, se arrivate primi, dovete trattare con rispetto quelli che hanno gareggiato con voi.

Ah dimenticavo: che cosa è successo poi dei loro capelli?
Sono ancora là in fondo a quel laghetto: si sono ben adattati all'ambiente, sono diventati verdi e sembrano fili d’erba mentre ondeggiano pian piano ad ogni lieve movimento dell’acqua.
Qualche abitante del posto si ricorda ancora della sabba e chiama quel luogo proprio così: “Lago capelli delle streghe”.


Magia



G.A.

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