Myosotis

Quando qualcuno vuole molto bene ad un'altra persona e non la sa dimenticare, significa che nel cuore quell'amicizia, quell'affetto prezioso ha messo le radici. Si potrebbe anche dire che "nel suo cuore ha quel seme".
Partendo da questo pensiero ho inventato il racconto che trovate qui di seguito.
I protagonisti sono due ragazzini irlandesi, lui di nome Guffry (che significa "pace divina") mentre lei si chiama Bree (che vuol dire "nobile").


Nel paese dell’attuale Irlanda vivevano un tempo due giovani: lui di nome Guffry e lei di nome Bree.
Erano cresciuti insieme e si frequentavano anche dopo la scuola, negli stessi luoghi, facendo gli stessi giochi.
Col passare degli anni avevano trasformato la loro amicizia in una forte simpatia e poi in un amore reciproco, vero e sincero, pur se non ancora dichiarato.

Uno degli spettacoli più belli dell’Irlanda è la vista delle sue brughiere. Si tratta di ampi spazi di terreni incolti in cui la natura riesce ad esprimere tutta la sua genuina bellezza. Infatti, là i prati ed i pendii sono tappezzati di bassi cespugli verdi, erbe profumate e fiori spontanei di ogni colore.
Si dice che in posti così belli ci deve essere senz’altro qualche magia: forse ogni brughiera ha la sua Fata.
Beh, in questo racconto pare che sia davvero così e che la Fata giochi un ruolo importante.

Ora chiudete gli occhi e seguitemi col pensiero, perché stiamo andando proprio in una bella brughiera: la cornice ideale per immaginarvi i giovani innamorati.

E’ una tiepida giornata di fine estate ed i nostri due ragazzi stanno camminando lungo un viottolo che l’attraversa.
Nella brughiera E’ stupendo trovarsi in mezzo tanti fiori spontanei, che procurano gioia al solo guardarli.
È impossibile sottrarsi alla magia romantica del posto.
Ed infatti Bree, ispirata dalla bellezza di quel piccolo spezzone di paradiso, ad un certo punto chiede al suo innamorato:
– Guffry, desidero che tu mi regali un fiore. Quale sceglieresti per me tra quelli qui attorno? –

Senza esitare, lui coglie al bordo del sentiero un bellissimo ciuffo di myosotis e sorridendo glielo porge, aggiungendo:
– Ora ti regalo solo pochi fiori, ma domani te ne porterò una zolla intera, dentro ad un bel vaso che potrai tenere sul tuo balcone. –
– Hanno un colore incantevole, Guffry. – lo ringrazia lei felice.
– Cara Bree, ascoltami: li ho scelti per te, non solo per il loro dolce azzurro, come quello dei tuoi occhi, ma anche perché qualcuno li chiama nontiscordardimè e "non ti scordare di me" è la richiesta che non smette di palpitare nel mio cuore ... ora ho trovato finalmente il coraggio di dirtela! –
– Ma certamente … io non ti potrò scordare mai … come potrei! – risponde subito Bree.
E lui, immensamente felice, a sua volta le promette:
– Anch'io, davvero, non ti dimenticherò mai, mai! –

I due si fissano a lungo sorridendo, felici, finché Guffry rompe il silenzio e le chiede:
– E tu, invece, che fiore mi regali? –
Bree si guarda un attimo attorno e poi, sicura di sé, coglie un piccolo ramo coperto di minuscoli fiorellini rosa, aggiungendo:
– Ecco, ho scelto per te la pianta dell'erica. Perché il suo nome significa “dominatore”, infatti tu, Guffry, sei il “signore del mio cuore”! Anch’io te ne porterò una piantina in un vaso: la potrai tenere sul davanzale della tua finestra e pensare a me mentre la guarderai. –

Che momento felice, vero ragazzi miei!
Ma dovete sapere che non sono da soli: qualcuno li sta guardando e seguendo.
È la Fata della Brughiera, regina di quella landa bellissima.
Da un po’ li sta ascoltando, senza farsi vedere. Le piacciono i loro discorsi affettuosi e desidera rafforzare ancor di più il legame tra i due innamorati.
– Bene – si dice tra sé e sé la Fata – farò in modo che i miei fiori, che ora si sono regalati, li accompagnino sempre, non solo quando li ammireranno nei vasi. Perciò pianterò quei semi nei loro cuori! –

La magia si compie rapida e silenziosa: Guffry e Bree avvertono solo una breve, piacevole scossa in mezzo al petto e da quel momento nel cuore di lui abita un piccolo seme di erica ed in quello di lei sta germogliando quello del myosotis.

Purtroppo nella vita non ci sono soltanto gioie: si devono affrontare anche tristezze. Ed ecco che, passati alcuni giorni, sorge un problema, un ostacolo a cui non avevano ancora pensato.

La famiglia di Bree è agiata e ricca, mentre lui, Guffry, è figlio di contadini: una semplice famiglia che si affanna in un lavoro faticoso e pieno d’incerti. I campi che coltivano appartengono proprio alla famiglia di Bree.
La differenza di classe sociale non può essere annullata dal solo fatto che tra i due ragazzi è sorto l'amore.

Il padre di Bree tanto fa e minaccia i genitori di Guffry, suoi contadini, che suo padre deve chiamarlo a sé e comandargli:
– Mi duole, Guffry, ma tu devi proprio smettere di vedere Bree. Lei è nobile e ricca: tu non potrai mai pretendere la sua mano! So di darti un grande dolore, ma devi dimenticarla e annullare il sentimento che vi unisce. –
A nulla valgono le obiezioni di Guffry, che alla fine è costretto a promettere che non cercherà più di incontare Bree.
Che dolore per lui! I giorni che seguono sono i più tristi della sua vita.

Il padre di Bree ha dato ordini severi anche alla figlia: anche a lei ha proibito di vedere Guffry.
Per esserne certo, le ha vietato di uscire se non accompagnata e possibilmente in carrozza, con le tendine abbassate.
Da quel brutto giorno è diventato impossibile per i due innamorati incontrarsi e vedersi.
Quante lacrime ogni volta che Guffry si sofferma a guardare la piantina d'erica che gli rappresenta la sua Bree.
Anche Bree trascorre molto tempo di fronte al vaso di myosotis regalatole da Guffry, sognando ad occhi aperti di poterlo rivedere.
Pur se lontani, i due non sanno dimenticarsi e continuano ad amarsi.

Quando il padre di Bree si rende conto che le restrizioni non sono state sufficienti, decide di ricorrere ad un mago: il mago Oblio.
Si reca da lui per spiegargli la situazione e chiedere il suo intervento.
– Nonostante il distacco, mia figlia Bree continua ad essere innamorata di Guffry, non lo sa dimenticare. Voglio un rimedio sicuro che azzeri questo amore impossibile. –

Il mago Oblio scruta a lungo nella sua sfera di quarzo nero, mormorando una oscura cantilena. Poi s'interrompe ed esclama: Il mago Oblio
– Ecco qua, ho trovato la soluzione! Ti darò per lei una collana magica in Pietra di Luna, la gemma che ha la proprietà di indurire il cuore di chi la porta al collo.
Quello di tua figlia Bree perderà ogni tenerezza ed così scorderà pure la persona che ama. Il risultato è più che garantito! –

Quella sera Bree riceve dal padre la collana, con l'ordine di indossarla e di non togliersela mai, per nessuna ragione.
L'effetto su Bree si fa sentire ben presto.
Il giorno dopo lei butta solo pochi brevi sguardi alla piantina di myosotis. Sono ancora di meno l'indomani e, pian piano, finisce col dimenticarla del tutto.
Lo stesso è avvenuto per il suo amore per Guffry, ora completamente svanito.
Ma Bree non se ne è nemmeno resa conto, perché non fa più parte dei suoi pensieri, di ciò che le interessa.

Passano i giorni, le settimane e qualche mese.
Il padre la tiene d'occhio ed ora si è tranquillizzato: sua figlia non è più triste e distante come un tempo. Sembra interessata a mille altre cose che non riguardano affatto il ragazzo di cui si era innamorata.
Cari miei, pare proprio che il sortilegio del mago Oblio abbia sortito l’effetto malefico!

Certamente voi ora vorreste sapere cosa sia successo a Guffry, vero?
Lui non ha smesso un solo istante di pensare a Bree.
I suoi genitori però, dopo qualche tempo, vedendolo così triste e depresso, hanno deciso di trasferirsi con tutta la famiglia in un luogo più distante, che aiuti il figlio a dimenticare.
Sono andati ad abitare in un altro paese; in realtà non molto lontano: solo un paio d’ore di cammino, ma il tutto è avvenuto in silenzio, senza che nessuno se ne accorgesse e facesse domande.
Tuttavia, pur abitando più distante, quando può Guffry è solito tornare egualmente nella brughiera.
Dove vive la ragazza, invece, non ci può andare, avendo promesso solennemente che non ci sarebbe più tornato.

Quando va nella brughiera, si reca nel luogo dove Bree, quel bel giorno, gli aveva promesso che non lo avrebbe mai dimenticarlo.
Che triste contrasto con quello che invece è accaduto! Tristi pensieri
Immerso nei suoi infelici pensieri, Guffry si siede su un grosso sasso e resta là a lungo in silenzio a fissare la distesa di prati fioriti fino all’orizzonte.

Non se ne accorge, ma la Fata della Brughiera, che si ricorda di lui e di Bree, gli si siede sempre accanto e vorrebbe rincuorarlo.
Non gli parla, perchè Guffry non potrebbe udirla. Lei può solo esprimersi con le cose e le creature che stanno nella sua brughiera.
Così, per consolarlo e distrarlo, manda ad esempio qualche bella farfalla a svolazzargli intorno e poi a posarsi sul suo braccio.
E se spunta qualche lacrima che vorrebbe scivolargli sulla guancia, lei solleva subito una lieve brezza che possa asciugargliela.

Povero Guffry: quanto sta soffrendo!
Non è rimasto davvero nulla in Bree, di quell’amore che lei gli prometteva sarebbe stato eterno?
Attenti cari miei: non dimenticate il seme di myosotis che era stato messo nel suo cuore: perché quel seme c'è ancora!
La sua energia è debole ma non si è spenta. Il seme è sempre lì, dentro al cuore di lei, pur se diventato solido e rappreso come una pietra. Ma c’è ancora e lavora piano, piano, senza stancarsi, tentando di demolire la dura corazza che lo imprigiona.

E, finalmente, arriva il giorno in cui riesce a forare quel guscio!
Bree avverte una strana, dolce sensazione e nello stesso istante la collana di Pietra di Luna si spezza. Qualche perla si sbriciola in minuscole schegge, altre rotolano via negli angoli più lontani della stanza.
Tutti i ricordi e i sentimenti sopiti adesso si stanno ridestando, tumultuosi:
– Dov’è Guffry? Quel giorno … là in mezzo alla brughiera … quando io gli ho promesso che non l’avrei scordato mai! –

Il suo amore per Guffry ora ritorna fresco e presente nel suo animo e nei suoi pensieri, così pure i divieti severi del padre, contrario al loro amore.
Ma Bree non vuole più sottostarvi. Con coraggio corre a cercarlo e lo supplica tra le lacrime di rinunciare di volerla tenerla lontana dal ragazzo che ama.
Il padre, che in fondo le vuole molto bene, è commosso di fronte alla figlia così affranta. Alla fine rinuncia al suo progetto e accoglie la preghiera di Bree.
Però c’è una difficoltà: la famiglia di Guffry si è trasferita in un luogo diverso, senza dire dove.
Il padre promette a Bree di fare di tutto per rintracciarli e lei attende fiduciosa che giunga la buona notizia.

Qualche giorno è già passato invano, finché un pomeriggio, Bree, vedendo che la pianta di myosotis, dono di Guffry che lei tiene nel suo balcone, si è quasi rinsecchita, è presa dal desiderio di andare a raccoglierne una nuova zolla da mettere in quel vaso.
Adesso ha il permesso di uscire da sola, perciò si reca nella brughiera.

Sarà merito del suo istinto o di una magia, ma quel giorno, là c’è anche Guffry.
Come al solito lui se ne sta seduto sul suo sasso immerso in tristi pensieri e Bree lo vede già da molto lontano.
Anche se non può riconoscerlo, è sicura che sia lui e comincia a corrergli incontro.
Man mano che gli si avvicina è presa però da dubbi ed incertezze, che la farebbero quasi, quasi desistere e tornare indietro:
– Chissà se Guffry ancora mi vuol bene? È passato tanto tempo … non ci siamo più incontrati … –
Ma in quel momento la Fata della Brughiera solleva il suo vento più forte, che impedisce a Bree di fermarsi, sospingendola invece ancor di più verso Guffry.

Quando lui la vede arrivare, non crede ai suoi occhi, ma è solo una breve esitazione, perché subito dopo è una corsa di uno verso l’altro e non saprei dirvi chi sia il più veloce.
Ora sono stretti in un abbraccio fortissimo:
– Non ti ho scordato … non ti ho scordato … – continua Bree a ripetergli.
– Neppure io ti ho dimenticata … non ho smesso di pensare a te un solo istante! – le ripete Guffry, in continuazione.

Il forte vento s'è smorzato. Ora la fata sta mandando una brezza leggera che sfiora le erbe più alte ed i cespugli, facendoli frusciare come le corde di un’arpa appena accarezzata.

- o -

Adesso che tutto si è sistemato e va per il meglio, la mia favola è conclusa.
Nel seguito vi potrei dire che il padre di Bree, d’accordo con la famiglia di Guffry, manderà il ragazzo in città per completare la sua istruzione. Lui, dotato ed intelligente, sceglierà di studiare medicina e diverrà un medico molto bravo.
Tanto capace ed apprezzato, che tutti, davvero tutti, saranno molto felici quando, qualche anno dopo, Bree e Guffry si sposeranno.

Se volete andare a cercarli, là in Irlanda, dovete provare a bussare alle case che hanno sui balconi tanti vasi coi fiori più belli della brughiera.
Come conferma, cercate poi nelle stanze un semplice quadretto, che sotto al vetro mostri un mazzetto di erica e nontiscordardimè, che, pur se rinsecchito, non abbia ancora perso i bei colori di un tempo.

Myosotis ed Erica



G.A.

Ritorno agli altri Racconti



© Copyright Giorgio Altichieri – 10/2015 Tutti i diritti riservati.