Il Nano Gigante

Cari ragazzi, tra i compagni della vostra classe o nel gruppo con cui giocate ce n'è uno un po' diverso da voi.
Allora ...?


Nel paese dei nani vivevano un tempo Nanotto e Nanina che avevano deciso di sposarsi e metter su famiglia.
Così fecero davvero e, dopo qualche anno, già erano diventati un bel gruppetto, cioè: loro due più sei bei bambini. Ovviamente erano nanetti come i loro bravi genitori.
Poi arrivò ancora un altro figliolo a cui diedero il nome di Ossim. E noi così lo chiameremo.

Ossim cresceva in fretta ed a nove anni era già più alto del più anziano dei suoi fratellini.
L'anno dopo lo superava di una spanna e raggiungeva l'altezza del babbo. E continuava a crescere sempre di più, come se invece che un nano fosse un ragazzo normale.

Voi bimbi miei ora penserete:
– Ossim doveva essere molto contento di assomigliare per l'altezza a noi, normali bambini, invece che alla categoria dei nani! –
Ma non era così.
Infatti i nani dei dintorni si meravigliavano incontrando quella famiglia per strada; qualcuno più maligno diceva che era troppo diverso per vivere nel loro paese ed avrebbe preferito che se ne andasse. Lui cercava di non sentire ciò che dicevano.

L'altezza però cominciava a procurare ad Ossim alcuni inconvenienti pratici.
Mi spiego. Pensate alla camera da letto: lui non ci stava più in un lettino come quello dei fratelli. Il letto
E a tavola che cosa succedeva? Faceva fatica a sedersi sulla sua seggiolina e gliene servivano un paio: una per ogni natica.
Anche sul piano del tavolo aveva bisogno di più spazio!
E infine, disdetta maggiore: il piatto era piccolo e una razione come quella dei fratelli gli lasciava sempre tanta fame.

Dopo qualche anno, poiché faceva fatica ad entrare dalla porta di casa e a vivere lì dentro, si costruì lì accanto una casetta adatta alla sua altezza. Ma anche vivendo là di fuori lui era molto affezionato ai fratelli ed andava in giro sempre insieme a loro. Le due case

Purtroppo i nani del paese continuavano a non vederlo di buon occhio:
– E’ troppo diverso da noi – dicevano – perché non se ne va dove vivono quelli alti come lui! –
Ma Ossim cercava di non ascoltarli e di non dar peso ai loro commenti sgradevoli, sperando che se ne stancassero.

Ora vi racconto l’episodio che ha reso più saggi tutti gli abitanti di quel paese.

Come ben sapete i sette nani di mestiere fanno i minatori, quindi Ossim si reca ogni giorno al lavoro in miniera coi suoi sei fratelli.
Ora chiudete gli occhi ed immaginateveli: tutti e sette con lampade e picconi, in fila indiana, mentre sono in cammino, cantando allegramente ed ovviamente, lui, che è il più alto, è l'ultimo della fila. I nani vanno in miniera

Le gallerie della miniera sono fatte per i nani normali, quindi Ossim non ci può entrare. Però può fare la sua parte di lavoro egualmente.
Infatti, lui sta lì di fuori ed aspetta i carrelli che man mano arrivano all'uscita: li svuota, setaccia la terra che i fratelli vi hanno caricato e separa i diamanti che ogni tanto trova. A seconda della loro qualità e bellezza li mette da parte nei vari sacchi.

Un giorno, mentre è appunto occupato in questo lavoro, arrivano lì tre nani Briganti. Hanno il volto bendato e sono armati di grossi fucili:
– Dacci subito tutti i sacchi dei diamanti! – gli ordinano, gridando e puntandogli addosso le armi.
Ma Ossim, dopo un attimo di stupore ed esitazione, risponde:
– Non ci penso davvero … se non alzate subito i tacchi vi concio io per le feste! –
E, come assaggio della sua forza, con un sol colpo di badile (del suo, bello grosso) Ossim fa volare quei tre molti metri più in là.
I nani Briganti, ammaccati e spaventati non possono che battersela subito a gambe levate!

Quella sera, tornando a casa, i sette nani sono ancora più allegri del solito e hanno aggiunto alla loro canzone una nuova strofa. La cantano felici a squarciagola:
– Hip, hip Ossim, hip ... hip! –
È una novità. Chi li vede passare e li sente s'informa di cosa mai sia successo. Così l'impresa di Ossim passa di bocca in bocca e dopo qualche giorno diviene nota in tutta la contrada.

I nani anziani, più saggi, cominciano a dirsi l’un l’altro:
– Meno male che non siamo tutti uguali e piccoletti, meno male che ce n'è almeno uno, Ossim, grande e grosso! Ci fa davvero comodo averlo tra di noi: lui è davvero forte e ci può proteggere tutti! –
Anche questo pensiero si diffonde rapidamente nel paese dei nani. Da quel momento, tutti diventano felici che Ossim sia con loro e lo salutano sorridendo ogni volta che lo incontrano per strada.

Ma c’è di più. Infatti, all’elezione del nuovo sindaco, gli abitanti chiedono che l’incarico venga affidato proprio ad Ossim, il loro fortissimo, coraggioso “nano gigante”. Lui ne è immensamente felice ed accetta quell'incarico importante.

Da quel giorno anche in tutti i paesi vicini si è cominciato a desiderare che tra i loro abitanti ne nascesse qualcuno più grande e più forte: uno proprio come Ossim.

È bello non essere tutti uguali!
È bello essere diversi!
Infatti ognuno può portare alle persone tra cui vive le proprie capacità e le doti che ha solo lui: qualcosa in più, utile ed a vantaggio di tutta la comunità.

Sindaco


Curiosità: per i più grandi che vorranno raccontare questa favoletta.
Il nome Ossim non è arabo, come forse potrebbe sembrare, ma l'ho inventato io, peccando di preziosimo, come abbreviazione di "ossimoro".
Ossimoro significa usare due termini opposti per descrivere la stessa cosa: in questo caso: "nano" e "gigante" sono l'uno il contrario dell'altro.
Ossimoro è una delle figure retoriche della dialettica.





G.A.

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