La Ninfa del Lago

Cari bimbi quando c’erano le Fate, c’erano anche altre magiche creature, sia buone che cattive.
Le Ninfe dei boschi erano tra quelle buone ed era bello incontrarle.

Nella mia storia un pastore ne ha conosciuta casualmente una e da allora non vuole dimenticarla.



In un tempo lontano, quando nel mondo c’erano le fate, in un luogo qui vicino a noi viveva un pastore di nome Greg.
Doveva portare al pascolo un piccolo gregge di capre e pecore: questo era il suo lavoro.
Greg se ne occupava diligentemente nelle stagioni favorevoli: dalla primavera fino ai primi freddi invernali.

Veniamo ora alla storia.

L’andare in giro per le colline con gli animali da pascolare, consente a Greg molta libertà e tempo libero. Così lui ha preso l’abitudine, prima di rientrare alla sera, di sostare presso un piccolo e limpido lago.
Un punto gli piace in particolare: là la sabbia è finissima ed ha formato una spiaggia rosata. Accanto c'è poi un'altra riva pianeggiante, fatta di piccoli sassolini di ogni colore, che sono parte del suo passatempo.
Infatti, un po’ per gioco e un po’ per soddisfare la sua fantasia, Greg si dedica a creare sulla sabbia rosa dei semplici mosaici, usando i piccoli sassi colorati.
Si diverte così, senza mai perdere di vista il gregge che pascola nei prati lì accanto.

Un giorno, mentre, come vi ho detto, è intento a realizzare uno dei suoi lavori colorati, Greg si sente sfiorare il braccio. C'è qualcuno alle sue spalle che lo tocca gentilmente e gli sussurra con voce dolcissima: L'incontro
– Bello il tuo fiore, ti sta riuscendo davvero bene! –

Greg si volta e s'accorge che gli si è accostata una strana, ma deliziosa fanciulla.
Strana?
Si, davvero strana, perché ha la carnagione di un colore che sfuma tra l’azzurro e il blu.
– Chi sei? Sei forse una fata? – chiede Greg, meravigliato nel vederla così diversa.
– Non proprio, ma quasi, cioè, caro Greg, io sono una ninfa, una ninfa di questo lago. –
– Tu conosci già il mio nome, ma io come posso chiamarti? – allora le domanda.
– Sono la ninfa Blu e poi chiamarmi così: semplicemente Blu. –

A Greg non sembra vero di poter chiacchierare con qualcuno, dopo aver sentito soltanto i belati del gregge per tutto il giorno. Pensate bambini, che talvolta gli capita di parlare da solo, desideroso di un suono diverso, ma anche per farsi un po' di compagnia.
Poter parlare con una creatura magica, dolce e carina, come questa che gli sta ora davanti, è davvero una gioia inaspettata!

Pare che anche la ninfa abbia piacere di conversare, infatti cominciano a farsi domande l'uno all'altro e a raccontarsi varie cose.
Greg le parla di se stesso, del suo lavoro e della sua vita nella valle.
Le descrive i suoi passatempi, anche quelli della stagione fredda, quando col gregge chiuso nell'ovile, lui si dedica a disegnare e ad intagliare il legno.

Sembra che Blu ne sia interessata. Lei non ha avuto ancora occasioni per scoprire che cosa fanno gli umani.
Poi, anche la ninfa gli racconta di se stessa: vive sull'altra riva del lago. Là c'è la sua casa: una piccola, bella grotta che ha lo stesso colore della sabbia su cui Greg ama disegnare.
I suoi divertimenti preferiti sono: danzare e suonare gli zufoli di canna o terracotta con le sue amiche ninfe, ma anche insegnare la lingua segreta delle ninfe alle altre creature magiche del bosco.
Quando stanno per salutarsi, Blu chiede a Greg se è disposto a farle un disegno da portare nella sua grotta.
Lui accetta con entusiasmo ed i due si danno appuntamento per l'indomani.

Il giorno dopo Greg arriva in riva al lago con una tavoletta di legno, attorno alla quale ha intagliato un piccolo bordo per trattenere la sabbia e attende l'arrivo di Blu.
Il fiore tra i capelli Quando la ninfa lo raggiunge, ha un piccolo fiore rosso tra i capelli e gli confida che desidererebbe, appunto, un ritratto con quel fiore.
Greg prepara allora sulla tavoletta uno strato di sabbia, quindi comincia a realizzare la figura, con pazienza, usando i più bei sassolini azzurri, blu e rossi che riesce a trovare.
Quando ha terminato, la ninfa ne é davvero soddisfatta e, come desiderava, se lo porta via per metterlo nella sua casa. Lui ne è davvero felice.

Da quel giorno Blu e Greg continuano ad incontrarsi spesso nei pomeriggi. Diventano buoni amici e si raccontano di tante cose.
Talvolta capita perfino che Greg le affidi qualche agnellino, se deve allontanarsi per breve tempo per radunare il gregge, andato a brucare su un prato più lontano.
Ma può succedere che sia soltanto una scusa con cui Greg cerca di trattenere lì più a lungo la ninfa.

Passa l'estate, arriva l'inverno: gli animali adesso restano nel tepore della stalla e Greg non può che attendere l'arrivo della primavera per potersi incontrare con la ninfa.
Gli piace pensare che quando si rivedranno, potrà creare qualche altro bel mosaico per la sua grotta.
Ma gli capita anche di domandarsi se lei sarà contenta dì rivederlo, così come lo sarà lui.
Gli piacerebbe fosse un sì, ma non ne è sicuro, infatti gli uomini sono diversi dalle ninfe: loro sono magiche e forse non provano le nostre stesse nostalgie!

Che bello sarebbe, invece, se Blu fosse una creatura umana come lui, oppure, al contrario, se lui fosse un fauno o qualche genio magico dei boschi. Allora potrebbe condividere facilmente i luoghi ed il tempo con Blu.
Tutti sogni impossibili, purtroppo!

Finalmente è arrivata la bella stagione, adatta per uscire sui monti col gregge e Greg torna quasi ogni sera sulla riva del lago.
Purtroppo Blu si fa vedere raramente e, se lo fa, è sempre di fretta, diretta da qualche altra parte.
Nessun nuovo mosaico ma neppure nessuna occasione di conversazione.
– Forse ha paura di me? – lui si chiede, pensando che qualcuno le abbia parlato di pastori cattivi che fanno del male alle ninfe.
Passano i giorni inutilmente.
– Forse discorrere con me non le interessa più … l’annoia quello che potrei raccontarle? – si domanda.
Sembra che sia diventato impossibile poter parlare insieme come accadeva un tempo.
E quando capita l'occasione di un semplice, rapido saluto, pur se breve, è una piccola gioia per Greg.

Ma l'ultimo veloce incontro di ieri non è stato tanto bello. Greg ne è rimasto turbato e preoccupato: ha intravisto un'ombra di tristezza negli occhi della ninfa.
– Voglio che Blu sia felice – si va ripetendo da allora.
– Forse potrei cancellare la sua pena? Potrei fare qualcosa per aiutarla! –
Ma gli manca l’occasione per poterlo fare.
A volte scorge Blu sull'altra riva del lago, in gruppo con altre ninfe: è troppo lontana e non si avvicina alla spiaggia rosa.

È arrivato l'autunno, no ... peccato: quest'anno è stato breve ed è già quasi finito!
Ora fa freddo: sono arrivate le prime brine.
Da alcuni giorni il gregge è chiuso nell'ovile, ma Greg continua ad andare lassù, sulla riva del lago e fino all'imbrunire attende Blu, sperando di incontrarla.
Ma la ninfa non si vede.
– Stasera pare che faccia ancora più freddo degli altri giorni – si sta dicendo Greg, mentre batte i denti.
E' intirizzito, ma rinvia di minuto in minuto il suo ritorno a valle.
Cari miei, sta correndo un serio rischio: se tarderà ancora un po’ gli sarà impossibile tornare!

Forse il freddo aiuta a sognare?
Pare di sì, infatti sembra che sia veramente ciò che gli sta accadendo ora.
Il freddo non lo sente più, mentre magnifici, stupendi sogni stanno saziando la sua mente e il suo cuore!

- o -

E' arrivata la primavera.
Su quella riva di sabbia rosa hanno scoperto che è nato un nuovo alberello.
Di quel tipo non se sono mai visti in tutta la vallata ed è davvero strano che sia sempre in fiore, con tanti piccoli fiorellini rossi.
Hanno chiamato un esperto boscaiolo per un parere.
Lui lo ha osservato per bene e poi ha sentenziato solennemente:
– Questo è un albero felice! –

Voi bambini, vi domanderete perché?
Dovete sapere che si va dicendo in giro che ogni tanto Blu vada là a cogliere uno di quei fiori rossi, per metterselo tra i ciuffi di capelli sulla fronte e farsi ancora più graziosa.


L'alberello coi fiori rossi



G.A.

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