Il Paese Senza Domani

Cari ragazzi, quando una persona perde il suo "ieri", perde la memoria e i suoi ricordi. Se invece perde il proprio "oggi", non può partecipare a quello che sta succedendo, perciò è come se non esistesse più. Ma sapete dirmi che cosa gli succede se perde il suo "domani"?
Ecco: perdere il domani vuol dire vivere sempre nel presente e rinunciare ad ogni cambiamento, perciò anche alla possibilità di realizzare i sogni e le speranze. È davvero una cosa tristissima, non vi pare?

Il protagonista di questa favola vuole sconfiggere il drago che ha rubato il "domani", non ad una sola persona, ma ad un paese intero.
Un aiuto molto prezioso per la sua impresa gli viene fornito da due buone fatine: i loro semplici ma preziosi doni gli permetteranno di sgominare il drago e le sue armi cattive.


Nel regno di Bluland viveva un tempo un giovane principe di nome Glen.
La mia storia comincia quando lui, erede al trono, deve dimostrare di essere coraggioso e valoroso.
Lo deve fare, se vuole essere riconosciuto meritevole di diventare re.
Gli occorre l'occasione giusta che gli procuri la gloria di cui ha bisogno. Il drago Maldrago

Un giorno un viaggiatore arriva a Bluland con una strana e brutta notizia.
Quell'uomo racconta di essersi trovato a passare per Montazzurro, un paese lontano, quasi ai confini del regno. Là i suoi abitanti avevano tentato di combattere contro Maldrago, un essere malvagio e feroce. Ma il drago aveva sbaragliato i soldati e poi, per castigare tutta la città che aveva osato contrastarlo, aveva punito tutti i suoi abitanti rubando i loro "domani”

Glen è interessato alla strana vicenda, va ad interrogare quell'uomo e allora il viaggiatore gli spiega:
– Adesso, per i cittadini di Montazzurro è sempre oggi, ovvero: passano sì le ore e arriva la sera e poi la notte, ma l’indomani mattina è ancora come se fosse più o meno il giorno prima. –
– Non mi sembra una brutta cosa – commenta Glen – in fondo i suoi abitanti non invecchieranno mai! –
Ma l'uomo prosegue:
– Ogni persona da quel giorno si ritrova a fare quasi le stesse cose del giorno prima, senza che nulla di nuovo possa succedere, se abbastanza importante.
All’inizio nessuno era preoccupato, pensando che, senza novità, non sarebbero più accaduti nemmeno i guai e le malattie, sempre in agguato nel futuro.
E che poche sarebbero state le fatiche!
Pensi, Principe, agli scolari: come erano contenti di non aver mai nulla di nuovo da studiare. Infatti non c’è nessuna fatica nel ripetere e nel rifare le cose già fatte! –
– Già, proprio una grossa pacchia per loro! – non può che confermare il Principe.

Ma il viaggiatore aggiunge:
– Però, senza novità non possono succedere neppure le cose belle, quelle che ognuno si aspetta nel suo domani ed in ogni nuovo giorno che verrà.
Pensi, signor Principe, a due giovani che vorrebbero sposarsi: non lo possono fare!
Pensi ai genitori che desiderano tanto la nascita di un figlio: è un’attesa senza speranza! –

Con questi esempi, Glen si convince che vivere senza domani è come “non vivere”.
Uccidere Maldrago sarebbe davvero un’impresa gloriosa: riporterebbe la vita e la normalità in tutta quella città.
Vale la pena di andare a combatterlo: Glen si mette a cavallo e parte subito pieno di entusiasmo.
Avrebbe ucciso con la sua spada quell’essere malefico!

Dopo un viaggio di più di due giorni, finalmente arriva nella valle dove inizia la foresta di Maldrago.
Il castello delle due fatine Là, ai bordi della boscaglia c'è un piccolo castello: l’abitazione di un Mago buono.
Si tratta di un luogo ben conosciuto ai viandanti, quelli abituati a passare da quelle parti.
Infatti si racconta che chi transita di là, se è fortunato, può intravvedere e salutare le figlie del Mago affacciate alle finestre del castello.
Sono due giovani fate, carine e gentili: Mira e Bice.
Dal balcone del palazzo la prima manda un bacio a chi passa e l’altra regala un sorriso.
Sono doni semplici, ma molto graditi, perché si dice che abbiano dei poteri straordinari per continuare bene il viaggio.
Tant’è che molti, invece di prendere la strada più breve, preferiscono allungare il cammino, per passare proprio sotto alle mura del castello.

È scesa la sera. Glen è molto stanco e chiede ospitalità, bussando alla porta di quel palazzo.
Il Mago lo accoglie con gioia e durante la cena è felice di presentargli le sue due figliole. Trascorrono insieme serenamente la serata e il Principe, ovviamente, non può che parlare con entusiasmo dell’impresa coraggiosa che desidera compiere.
L’indomani mattina, quando Glen sta per ripartire, ognuna delle due fatine vuole lasciargli il proprio dono, ma in maniera più abbondante e generosa del solito:
Il saluto delle fatine – Caro Principe, ti regalo questo piccola borsa in cui ho racchiuso alcuni miei baci – dice Mira porgendogliela – aprila quando, lottando col drago, avrai bisogno di addolcire la sua malvagità. –
– Ecco, principe Glen, in questo sacchetto ho racchiuso invece cento miei sorrisi, – dice Bice – vedrai che aprendolo otterrai un aiuto magico e prezioso per vincere ogni cattiveria. –
Il Principe ringrazia contento per i doni e tutte le cortesie ricevute. Saluta ancora le fatine affacciate alle finestre del castello e riparte spronando il suo cavallo.

Man mano che Glen si inoltra nella foresta, tutto diventa sempre più triste e tenebroso, ma lui da vero coraggioso, non ha nessuna paura.
Ad un certo punto si è fatto un silenzio assoluto. Gli animali buoni sono andati a nascondersi nelle tane più profonde; quelli cattivi, cioè i lupi e gli avvoltoi, sono corsi ad avvertire Maldrago che un cavaliere armato è entrato nel suo regno.

Il drago come prima arma pensa alle fiamme. Con un soffio malefico e puzzolente incendia gli alberi più vicini e comanda al fuoco:
– Fiamme corretegli incontro, fermatelo! Riducetelo in cenere! –
Il fuoco L'incendio si propaga velocissimo: in un battibaleno Glen se ne trova circondato.
Cosa mai può fare con la sua spada un cavaliere contro le fiamme? Ahimè, il fuoco non si ammazza con la spada!
Allora Glen si ricorda del dono di Mira.
Cerca quella borsa sotto la sella, l'apre e la sventola nell'aria per spargerne il contenuto.
Un'ondata di dolce tranquillità si libera subito tutt'attorno, spargendo così tanta pace e amicizia da restare estasiati.
Le fiamme, affascinate e domate, pian, piano si spengono, lasciando solo qua e là qualche filo di fumo sui tronchi parzialmente bruciacchiati.

Maldrago, che è rimasto di vedetta, adesso è colmo di rabbia. Non ammette che quel cavaliere possa avere avuto la meglio sul suo tremendo incendio.
Raduna allora tutti i lupi più feroci e gli avvoltoi più rapaci e comanda loro:
– Assalite lo straniero, sbranatelo e riducetelo a brandelli con le unghie e coi denti! –
Povero Glen: che brutta fine il drago gli sta preparando!

Inizia lo scontro. La lotta è feroce: il Principe sta combattendo con valore in mezzo al branco di lupi e allo stormo degli avvoltoi.
Lupi e avvoltoi Già ne ha ammazzati una dozzina, ma capisce presto che non può da solo sgominare così tante belve furiose ed allora si ricorda del magico dono ricevuto da Bice, la seconda fatina.
Glen toglie dalla cintura il sacchetto che lei gli aveva dato e, mentre con un braccio combatte, con l'altro agita nell'aria la piccola borsa, per liberare la magia che contiene.
Ed ecco che subito una nuvola invisibile, fatta di dolcezza e bontà si sparge e si diffonde in tutto il campo della lotta.
I lupi e gli avvoltoi ne restano contagiati e ammansiti.
Le stesse bocche che fino ad un attimo fa ringhiavano e sbavavano di rabbia, ora sembrano quelle di agnelli mansueti.
Ora gli avvoltoi non emettono più sgraziati crepitii dai loro grossi becchi uncinati, ma suoni tranquilli, quasi quelli di colombe e tortore.
C'è ancora qualche animale feroce da combattere? No!
Glen ha vinto anche la seconda battaglia. Non gli resta che cercare Maldrago ed ucciderlo.

Scovarlo è facile: basta seguire le tracce puzzolenti lasciate nella foresta, che portano tutte alla sua caverna.
Il Principe vi arriva velocemente ed è già lì davanti con la spada sguainata che lo chiama:
– Vieni fuori e combatti alla pari, senza trucchi, se ne hai il coraggio! –
Il drago Il drago non ha scelta, deve accettare la lotta ed esce pieno di furia e di rabbia.

La sua grossa coda è come un'enorme spada che fende velocissima l'aria. È velenosa, perciò vibra colpi pericolosi, anche quando se ne viene soltanto sfiorati.
Glen ha però in serbo molte mosse segrete: una ha successo e gli permette di aggirare Maldrago obbligandolo a scoprire il lato del cuore. La spada del Principe non fallisce il colpo e penetra per intero nel corpo della bestia.
L'urlo del drago scuote tutto il monte. Dalla grossa ferita zampilla un getto nero come il petrolio: è il suo sangue.
Ma dal corpo del mostro insieme a quel liquido putrido stanno uscendo anche tante piccole sfere argentee, leggere come bolle di sapone.
Cari ragazzi, sono i "domani" che Maldrago ha rubato agli abitanti di Montazzurro: adesso che sono stati liberati, volano per tornare da chi li aveva perduti. Tra poco in quella città riprenderà la vita normale di un tempo!

Il Principe Glen ha vinto l'ultima battaglia. Ha dimostrato il suo valore ed il suo coraggio.
Grazie anche all'aiuto magico di Mira è Bice, si è meritato di diventare il prossimo re di Bluland!


I domani liberati



G.A.

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