Il Sasso in Riva allo Stagno

Gli amici ti sono veramente amici?

E la generosità cambia con l'età?


Cari miei, oggi vi racconto una storiella che può insegnarvi qualcosa.
Chiudete gli occhi e immaginatevi un bello stagno, cioè un piccolo laghetto, contornato da erbe, piante acquatiche e abitato dagli animaletti che di solito vivono in luoghi umidi come quello.

Il sasso in riva allo stagno

Il protagonista è un piccolo Sasso chiaro, che sta là per terra dove l’acqua sfiora la riva.
Lo vedete?

Comincia la storia: quel Sasso è molto soddisfatto di dove è ora; è contento di esser lì e ha fatto amicizia con quelli che vivono attorno.
Perciò conosce la ranocchia Verdina, a cui piace saltar fuori dall’acqua, prendere il sole vicino a lui e cantare lunghe canzoni. Lui, per farla contenta, le fa sempre i complimenti anche quando stona un pochino.

Ha fatto amicizia pure con Tarta, la tartaruga.
Quando lei esce dal canneto e va a mangiare l’erba del prato, gli passa accanto e si ferma a chiacchierare del più e del meno.

Anche il grillo Cricrì è amico suo. Ed è abituato ad andare a suonare il suo strumento, mettendosi proprio ritto sopra di lui. Il Sasso gli fa da palco ma anche da critico musicale, però sempre con giudizi benevoli.

Lì attorno vivono tanti altri animaletti coi quali però non ha avuto mai l’occasione di fare amicizia.
Ad esempio, il vecchio Rospo: il Sasso pensa che sia snob, perché se ne sta sempre da solo.
Ci sono poi le Libellule, che stanno immobili per lunghi minuti, sugli steli di canne ai bordi dell’acqua. Lui crede che si diano arie da aristocratiche per la loro bellezza.

Insomma: finora si è ben ambientato ed è contento, ma tutto può cambiare. Infatti arriva il momento in cui il Sasso è annoiato di vedere sempre le stesse cose: desidera visitare posti nuovi e imparare cose nuove.

Come può fare per iniziare il suo viaggio? Ecco che chiede alla tartaruga:
La tartaruga – Per favore, cara Tarta, mi potresti sospingere fin dentro l’acqua, così potrò vedere dei posti che non conosco? –
– Ma non capisci! Non mi posso muovere da qui … devo scaldarmi al sole ancora un poco! – gli risponde la tartaruga.
Poi, per addolcire la scortesia, aggiunge: – non andarci, non c’è nulla di interessante là dentro! –

Il grillo Allora il Sasso riprova con Cricrì, non appena gli sale sul dorso per iniziare il suo concertino, ma la risposta è sconfortante:
– Adesso ho cose più importanti da fare. Sono un artista, devo dar spazio alla mia creatività per un nuovo concerto in "la maggiore". –

Mortificato dal secondo rifiuto, non gli rimane che chiedere alla rana Verdina, perciò appena il Sasso la vede le chiede:
La rana – Tu amica mia sei giovane e robusta, potresti, per favore, darmi una spintarella … quanto basta per farmi rotolare nell’acqua, così potrò visitare cosa c’è lì sotto? –
– Mi spiace, ma non ho tempo, devo finire la mia canzone, altrimenti perdo l’ispirazione. –
Il Sasso prova ad insistere:
– Va bene per te aiutarmi domani? –
– Domani? No, ho le prove del concerto col grillo Cricrì! –
– Facciamo allora per dopodomani? – e Verdina si lasca sfuggire la promessa.
Però arriva dopodomani e il giorno dopo e quello dopo … e stranamente nessuno dei suoi amici passa più dalle sue parti. Si sono passati la parola che lui fa richieste fastidiose, perciò lo stanno evitando.

Il Sasso si è molto rattristato: nessuno dei suoi amici più stretti lo vuole aiutare. Possibile che si debba rivolgere ad un estraneo?
Il rospo Ma aspetta ed aspetta, poiché non succede nulla, prende il coraggio e fa proprio così:
– Scusi signor Rospo, potrebbe per cortesia farmi scivolare quanto basta per farmi entrare un poco nell’acqua? –
– Ci provo subito – risponde lui prontamente e, senza grossi sforzi, in quattro e quattr’otto lo spinge fin dentro allo stagno, dove l’acqua è più bassa.
– Grazie mille signor Rospo, è stato molto gentile! –
– Non c’è di che … chiamami pure quando hai bisogno. –
Allora aveva davvero sbagliato a pensare che quel Rospo fosse snob!

Il Sasso adesso sta metà fuori e metà dentro all’acqua. La sente fredda e comincia a preoccuparsi di aver lasciato la riva.
Ma il suo viaggio non è che all’inizio. Infatti, il fondo è sdrucciolevole ed in pendenza: ecco che il Sasso scivola un poco e si trova completamente immerso in quel nuovo, freddo elemento.
Che cosa vede? Per ora: fango e alghe.

Sta cercando di abituarsi al nuovo ambiente, quando tutto si oscura attorno a lui e si sente afferrare. Ma dura solo un attimo, dopo di che si sente rilanciare con forza nell’acqua.
La tinca – Non sei buono da mangiare! – gli rimprovera la giovane Tinca dorata, che l’ha scambiato per qualcosa di saporito, ma subito risputato fuori.
Il Sasso è ricaduto proprio in un punto dello stagno molto scivoloso. Lì accanto l’acqua è profonda e lui sta scendendo verso il basso.
– Ahimè, dove andrò a finire? Torna indietro, Tinca dorata, aiutami per favore, riportami dove l’acqua è più bassa! – chiede e richiede piagnucolando.
Ma il pesce non gli dà retta, ha ben altro da fare:
– Non mi trattenere, i miei amici mi aspettano sull’altra sponda … per una gara di nuoto ad ostacoli. –
– Ma non ti costa nulla, farmi questo piccolo favore: riportami, ti prego là dove mi hai trovato!
– Noi giovani abbiamo i nostri impegni, adesso non ho tempo di star qui ad ascoltarti. – e la Tinca se ne va.

Il Sasso scende sempre più giù, più giù … finché raggiunge il fondo. Ma che miseria! E’ tutto di fango scuro. Il cuore gli si riempie di angoscia.
– Chi mi aiuta, chi mi aiuta … – piange disperato – c’è nessuno qui in questo buio? –
Al momento nessuno risponde. Poi ode qualcosa: pare un colpo di tosse e allora il Sasso riprende a chiamare con quanta più voce ha:
– Aiuto … chi mi può aiutare!! –
La carpa Ed ecco che qualcuno l’ha sentito: nel buio sta arrivando pian, piano un grosso pesce.
E’ la nonna Carpa blu, vecchia sì, ma buona e generosa.
Infatti si avvicina al Sasso, lo ascolta con pazienza e poi lo rassicura:
– Caro, stai tranquillo, ti aiuto io. Mi ci vorrà un po’ di tempo, perché sono piena di acciacchi, ma spero di essere ancora capace di risalire fin lassù. Ti ci porterò io. –

La Carpa lo raccoglie in bocca e inizia a nuotare lentamente verso l’alto, lamentandosi ogni tanto con qualche “ohi, ohi!” per i dolorini articolari che l’affliggono.
Ma pian, piano risale fino a vedere la luce del sole.
La vecchia Carpa blu lo depone nell’acqua più bassa e poi, con un ultimo colpo di coda e un ultimo lamento, lo rigetta sulla riva asciutta.
– Grazie, grazie nonna Carpa! – esclama il Sasso, che non sa come ringraziarla – Lei mi ha salvato, non avrei mai più potuto risalire sin qui da solo! –

Da quel giorno il Sasso non desiderò più di lasciare il luogo dove si trovava. Gli bastava l’avventura pericolosa già vissuta.


Vicino al nostro stagno vive pure un’Oca Sapiente.
Un’oca che al contrario di quello che si dice di solito, è molto saggia, tant’è vero che fa da maestra alle ochette del laghetto.
Ai suoi allievi paperi non insegna a leggere e a scrivere, cose inutili per le oche, insegna invece come crescere e vivere serenamente in mezzo agli altri.

L’Oca Sapiente ha visto l’avventura del nostro Sasso, la narra alle ochette, perchè è un buon esempio per chiarire bene i suoi insegnamenti. Due in particolare.

Il primo:
– Qua, qua .... Care mie, scegliete con cura i vostri compagni! Non tutti quelli che credete amici, sono veramente tali, infatti alcuni si allontaneranno nel momento del bisogno. –

Il secondo:
– I giovani sono sì pieni di vita e di forza, ma non significa che abbiano già imparato ad essere sensibili e generosi.
Sono virtù che richiedono tempo e animo maturo: è più facile trovarle in chi ha vissuto un po' di più.
E' quasi come se, man mano che calano le foze, cresca la dimensione dell'anima ... –
– Qua, qua .... qua, qua –


L'Oca Sapiente



G.A.

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